«Affrontare la crisi non con rabbia ma aiutandosi»Il Cardinale Scola

«Il travaglio che accompagna l'ingresso nel terzo millennio si manifesta dolorosamente nella crisi economico-finanziaria che continua a pesare su molte donne e molti uomini, soprattutto bambini, giovani e famiglie. L'umiltà del Dio che si fa uomo in questo santo Natale ci indica la modalità con cui affrontare questa assai delicata fase di passaggio. Non con paura e rabbia, comprensibili quando non hai più un terreno solido su cui poggiare i piedi, ma, alla fine, impotenti a generare futuro. Serve condivisione, ospitalità, amicizia civica che generano la solidarietà necessaria per uscire insieme dalla prova». Queste le parole del cardinale Angelo Scola che ha richiamato in Duomo i fedeli allo spirito della «condivisione». «La nascita di Gesù diviene per noi - ha anche detto Scola - una ri-nascita». «Gesù venendo tra noi ci insegna a vivere in questo mondo con sobrietà, congiustizia e con pietà». Sobrietà significa equilibrio, rispettoso del bene di tutti, nei rapporti e una distaccata magnanimità nell'uso dei beni; giustizia domanda valorizzazione della dignità, equità, eguaglianza autentica, solidarietà a livello personale, sociale e, in modo particolare, politico; pietà vuol dire non dimenticarsi del rapporto con Dio dentro il nostro quotidiano, rapporto che da secoli nelle nostre terre ha creato un costume che non deve andare perduto. Il costume del prendersi cura dei piccoli, degli anziani e dei più bisognosi a tutti i livelli - ha esortato l'arcivescovo -. Dalla sobrietà, dalla giustizia e dalla pietà sorgono quegli stili di vita che partendo dalla persona, potranno consentire di affrontare l'ormai improcrastinabile urgenza di un nuovo ordine mondiale».