Aggredisce la moglie e cerca di sequestrarla. Arrestato marocchino

L'arrivo dei carabinieri salva donna italiana: "Non lo denunciavo, troppa paura di lui"

Scene di violenza da un Capodanno interetnico, dove - con buona pace dello spirito festivo e probabilmente con la collaborazione di un po' di alcool di troppo - le differenze culturali esplodono in tutta la loro violenza: in un agriturismo di Truccazzano, nel pieno delle celebrazioni per l'arrivo del 2018, in una coppia mista scoppia l'iradiddio. L'uomo aggredisce la moglie, la insulta davanti a tutti, la schiaffeggia, la sbatte al suolo e cerca di sequestrarla con la collaborazione di alcuni partecipanti. Solo a fine della nottata l'intervento dei carabinieri mette fine alla faccenda: un equipaggio del 112 blocca l'aggressore e, su ordine del pubblico ministero Marcello Musso, lo arresta e lo porta in carcere. L'arresto viene convalidato ieri mattina nell'aula delle «direttissime» del palazzo di giustizia.

Non nasce dal nulla e all'improvviso, il fattaccio che scompiglia l'agriturismo: tra Abderrahim e Michela, i due componenti della coppia, la vita si trascinava da tempo tra le prepotenze di lui e la sopportazione di lei. Almeno da quattro mesi, secondo quanto accertato dai carabinieri di Cassano d'Adda, l'uomo - 47 anni, di origine marocchina - sottoponeva la compagna a violenze e minacce di ogni genere: «Non l'ho mai denunciato perché avevo paura di lui», ha spiegato Michela ai militari che le chiedevano il motivo del suo silenzio.

La brutalità dell'uomo arriva al suo apice durante la festa di San Silvestro. I verbali non dicono quale scintilla abbia scatenato l'esplosione, ma la descrizione di quanto avviene è cruda: «Nella serata e nottata di Capodanno la portava in compagnia di altre persone in un agriturismo di Truccazzano dove continuativamente inveiva contro di lei, con gli epiteti «putt... tr... tua madre l'ho mandata a fare in c...» e altre parole dello stesso genere, la prendeva per i capelli, la picchiava in testa, sul viso e sulle altre parti del corpo, con schiaffi e calci; quando la donna cercava di andarsene dal locale la seguiva, la picchiava in viso e in testa per costringerla a fare quello che voleva; da ultimo la costringeva a salire in macchina con altre persone, tirandola per i capelli; dopo che l'auto, (poi risultata rubata) si era fermata per mancanza di carburante continuava a inveire contro di lei, usando anche parole minacciose, sputandole in faccia e colpendola con botte e pugni sul corpo». Ed è solo il provvidenziale esaurimento della benzina, alle sei del mattino di Capodanno, a consentire che intervengano i carabinieri, mettendo in salvo Michela e fermando Abderrahim: altrimenti chissà come sarebbe andata a finire.

Episodi che però non sono monopolio delle coppie miste: a Cinisello Balsamo un pregiudicato di origine sarda è stato arrestato per avere malmenato e addirittura frustato la sua convivente, una 33enne: a lanciare l'allarme, la figlia di lei.

Commenti

Reip

Mer, 03/01/2018 - 09:16

Ammazzatelo di botte e poi espulsine immediata! Le bestie fuori da questo paese!

APG

Mer, 03/01/2018 - 10:08

Anche questo è scappato dalla guerra nel suo paese ed è venuto in Italia come profugo!! Sarà sicuramente un rifugiato con permesso speciale, una risorsa boldriniana, tutto corano, allah, etc etc etc...

Ritratto di tangarone

tangarone

Mer, 03/01/2018 - 10:36

Ma basta con questi subumani, una domanda dovrebbe sorgere spontanea, a chi serve questa gentaglia, che non può neppure lavorare normalmente perchè devono passare tot ore a pregare?