Agorà festeggia il primo anno: «Siamo un ponte con i cittadini»

Era febbraio di un anno fa. Politiche contese fino all'ultimo voto. Il malcontento generale che si era riflesso nelle difficoltà di eleggere il presidente del dopo Napolitano. Finché re Giorgio fu confermato. Tra i risultati elettorali e le camere riunite per nominare il nuovo inquilino del Colle nacque «Agorà», una rete di circoli decisa a raccogliere l'eredità di quelli che furono un tempo i club di Forza Italia. Ispirata al centrodestra tradizionale, quindi niente scissionismo, autonomismo e altri ismi contestatari ma fermamente ossequiente alla leadership berlusconiana, «Agorà» emette i primi vagiti in quel di Varese, pioniera dell'iniziativa pilota grazie a Nino Caianiello.
Oggi, a distanza di un anno, ha sede in tutte le province lombarde eccetto Lecco, Lodi e Sondrio e ha una sua rappresentanza piemontese, a Novara. La mission, come si dice di questi tempi, è quella di estendersi in modo più capillare in Piemonte e in Liguria. L'attenzione è rivolta verso temi locali come pendolarismo e trasporti, ambiente, enti decentrati e naturalmente Expo. «La kermesse sarà una grande occasione - spiega Carlo Belloni, tra i fondatori del movimento - ma occorre aiutare la gente a capire che cosa può fare per cogliere le opportunità di Expo invece di starsene in attesa che venga loro riconosciuto qualcosa, in virtù di non si sa quale ragione». Giuseppe Sala e Luca Marsico, profondamente legati ai circoli di «Agorà», possono rivelarsi pedine strategiche in questo gioco economico.
In agenda, oltre all'Esposizione internazionale e alla fase di ascolto delle esigenze popolari, c'è l'intento di far abolire il patto di stabilità per evitare di farli diventare «semplici gabellieri dello Stato», lasciando invece loro la possibilità di investire. Ma i circoli di «Agorà», cioè le tante multiformi «Agorà» di ogni provincia raccolgono le segnalazioni dei sindaci, si offrono di fornire le risposte adeguate venendo incontro alle necessità delle varie città e dei loro abitanti. In tema di trasporto pubblico locale, soprattutto. Un tasto caldo e particolarmente sentito perché spesso investe i trasferimenti legati all'attività lavorativa, per lo più tramite ferrovia o collegamenti su bus o corriera che diventano abitudini, spesso condizionando la quotidianità.