Ail, lotta quotidiana ai tumori del sangue

Sei milioni l'anno per la ricerca, cinque per i centri di ematologia e sette per l'assistenza

I rilevanti progressi della ricerca scientifica e le terapie sempre più efficaci e mirate, compreso il trapianto di cellule staminali, hanno determinato un grande miglioramento nella diagnosi e nella cura dei pazienti affetti da tumori del sangue, ma è necessario un sostegno continuo e su più fronti per raggiungere l'obiettivo irrinunciabile di rendere leucemie, linfomi e mieloma sempre più guaribili. A questo proposito, i fondi del 5 per mille sono una risorsa molto importante per sostenere l'attività dell'Ail.

L'Associazione infatti destina circa 6 milioni di euro l'anno alla ricerca scientifica.

In particolare Ail finanzia il «Gimema» (Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell'Adulto) composto da oltre 150 centri di ematologia sul territorio nazionale, gruppo che opera con l'obiettivo di identificare e divulgare i migliori standard diagnostici e terapeutici.

Cinque milioni di euro sono impiegati per sostenere le spese dei centri di ematologia e 7 per l'assistenza sanitaria.

L'Ail offre attualmente 53 servizi di cure domiciliari, che permettono di evitare il ricovero in ospedale di quei pazienti che possono essere curati a casa.

Per la cronaca, in un anno sono stati seguiti 2.575 pazienti, mentre oltre 50.300 visite sono state effettuate a domicilio.

In 33 province italiane le «Case Ail» ospitano i pazienti e i loro familiari che risiedono lontano dai centri di cura.

Il 90% dei fondi raccolti nell'edizione 2012 è stato destinato alle sezioni provinciali Ail per progetti specifici sul territorio. Sono le sezioni, infatti, che accolgono il malato e la sua famiglia e lo accompagnano per tutto il percorso della malattia.

Si occupano direttamente di organizzare i servizi di assistenza domiciliare, di realizzare e mantenere operative le «Case Ail», di acquistare farmaci costosi o difficilmente reperibili, di intervenire nelle esigenze dei centri di ematologia di riferimento.

Il restante 10% è stato destinato al «Gimema» per finanziare la ricerca scientifica.