Aimo racconta la sua avventura nel volume di Expo

Expo si avvicina e per non dimenticare che la parola d'ordine è «Nutrire il pianeta», dieci personaggi hanno deciso di dedicare a sua maestà il cibo un bel libro che racchiude altrettanti capitoli di vita. Storie di cibo, racconti di vita è appunto il titolo del progetto editoriale appena presentato a Milano e che ha dato spunto anche ad una messinscena al Piccolo teatro Grassi di via Rovello. Qui il critico gastronomico Paolo Marchi, fondatore del network Identità Golose e uno degli autori dell'opera, si è riscoperto attore raccontando la storia di due grandi protagonisti della ristorazione meneghina: Aimo e Nadia Moroni. Sono stati proprio loro, creatori del «Luogo» di via Montecuccoli oggi gestito da Stefania Moroni con i giovani chef Fabio Pisani e Alessandro Negrini, a raccontare sul palco e sulle pagine del libro le tappe di un emozionante percorso iniziato nel 1946 sulle macerie della guerra appena conclusa. Da allora, i giorni in cui un giovanissimo pistoiese sbarcò nell'agognata Milano, passò una decina d'anni prima di aprire la sua prima cucina in via Copernico. Poi un salto fino al al 1962, anno in cui Aimo e Nadia arrivarono in via Montecuccoli quando non c'era nemmeno l'asfalto. Numerose si susseguirono le intestazioni, fino a quella del 1998, Il Luogo di Aimo e Nadia, tuttora simbolo dell'alta ristorazione 100% italiana. «La nostra fortuna forse è stata quella di provenire dalla stessa zona, quindi gli stessi profumi e gli stessi sapori ci hanno sempre unito» afferma Nadia sul palco mentre lo chef prepara uno dei piatti celebri, gli spaghetti al cipollotto e peperoncino. La penna di Marchi traccia un ritratto a tinte forti dove l'arte culinaria si mescola al racconto di una Milano che ha più volte cambiato pelle. Il libro, edito da Skira, offre poi il contributo di protagonisti della narrativa e del giornalismo come Nanni Balestrini, Silvia Ballestra, Luca Doninelli, Rossana Campo, Antonio Scurati, Andrea Kerbaker, Chiara Daino & Lello Voce, Eleonora Danco, Marco Amato.