AirBnb offre l'alloggio alle famiglie dei pazienti

La piattaforma on line mette a disposizione voucher per i parenti Gli appartamenti sono vicini a istituti di cura, regia del Comune

Chiara CampoOltre 200mila persone all'anno arrivano da altre regioni e spesso dall'estero per curarsi negli ospedali milanesi. Viene chiamato «turismo sanitario» (solo per semplificazione), e a volte rappresenta un business per gli hotel vicini a strutture di cura. Sono scoppiate spesso proteste per i prezzi gonfiati delle stanze. I parenti che accompagnano i familiari a Milano per assisterli durante interventi o riabilitazioni si trovano a sopportare costi pesanti. Una mano ora arriva da AirBnb, il portale online che mette in contatto persone che offrono e cercano un alloggio o una camera per brevi periodi. Con la regia del Comune e il coordinamento della cooperativa «I sei petali», nata dalla Casa di accoglienza delle donne maltrattate, AirBnb offrirà una settimana gratis ai familiari di degenti, in alloggi selezionati per vicinanza ai principali istituti clinici milanesi e buone recensioni da parte dei turisti che finora ci hanno soggiornato. «Abbiamo inviato una mail al nostro network di affittacamere, chiedendo se volevano aderire al progetto - ha spiegato ieri Matteo Stifanelli, il country manager del sito www.airbnb.com, - e in 24 ore hanno già aderito 100 host (i proprietari), offrendo un prezzo di soggiorno agevolato. Noi copriremo interamente il costo della permanenza, ma con affitti più bassi potremo aumentare il numero di coupon di viaggio a disposizione».Come funziona? Per prenotare o chiedere informazioni sulla settimana gratuita negli alloggi, le famiglie che arrivano da fuori Milano possono contattare il numero verde 800.178.507 (da cellulare) o lo 02.36516102 dalle ore 10 alle 19 o inviare una mail a iseipetali@iseipetali.it. Sarà l'associazione a verificare che la famiglia abbia diritto alla promozione (dovranno dimostrare di avere un parente in cura presso un ospedale milanese, non ci sono invece al momento dei limiti di reddito Isee per aderire) e nel caso presenterà le soluzioni più adatte, disponibili per il periodo richiesto. «I sei petali» mira a rendere economicamente indipendenti le donne che dopo essere state vittime di violenza, e ospiti della Casa delle donne maltrattate (nata nel 1986), stanno cercando di recuperare la propria autonomia. Alla catena virtuosa del progetto si aggiunge infatti anche questo terzo elemento: per la consegna delle chiavi, la pulizia degli appartamenti e altri lavoretti verranno impiegate le donne indicate dalla cooperativa. «Con questa impresa - ha spiegato la presidente de I sei petali, Nadia Cezza - le donne hanno la possibilità di ricostruire o aggiornare le proprie competenze professionali e iniziare una nuova attività, innovativa per il territorio». Il Comune aveva già messo a disposizione della cooperativa sociale una sede in via Ripamonti, vicina allo Ieo, per aprire «Ri-Milano», uno spazio dove chi ha un familiare in cura può trascorrere qualche ora durante la giornata per «ricaricarsi». Ora diventerà anche una base per gestire le prenotazioni. «Il forte sostegno di AirBnb al progetto - ha commentato l'assessore al Lavoro, Cristina Tajani, che ha coordinato l'incontro tra tutti gli attori in campo - dimostra come la valorizzazione degli operatori della sharing economy stia giocando un ruolo fortemente positivo a Milano nel dare risposte ai bisogni delle persone e a rendere i milanesi ancora più solidali».