«Aiuto, sta bruciando la fabbrica»

Quando hanno iniziato ad arrivare le prime telefonate, sembrava stesse andando a fuoco l'intera Dermochimica di Agrate azienda che, come lascia intuire il nome, utilizza diversi prodotti pericolosi. Per questo il 115 ha fatto uscire una decina di mezzi coadiuvati da carabinieri, Arpa, 118 e Protezione civile. Ma alla fine, tutto si è risolto nel giro di un'ora e, spente le fiamme, le analisi hanno scongiurato il rischio inquinamento anche se alcuni residenti hanno lamentato bruciori agli occhi e alla gola. Quattro giorni fa un altro allarme era scattato alla Ecolab di Rozzano, quando l'aria era stata oscurata da sinistri fumi giallastri. Anche in questo caso, se particolari pericoli per l'ambiente.
Ad Agrate invece l'allarme è scattato attorno alle 13 quando le prime fiamme hanno iniziato a divampare nei capannoni di un ditta specializzata in prodotti chimici per la concia delle pelli. Un grosso stabilimento con una settantina di operai, in via Euripide 27, zona industriale relativamente distante dal centro urbano. La presenza di sostanze pericolose ha però messo in allerta le autorità sanitarie milanesi. I vigili del fuoco hanno attivato il comando provinciale e i distaccamenti di Monza, Vimercate, Gorgonzola e Lissone. In totale sono usciti oltre dieci mezzi, compreso il carro «Nbcr», attrezzato per le emergenze nucleari, biologiche, chimiche e radiologici. Contemporaneamente arrivano anche i tecnici dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, Protezione civili, ambulanze e i carabinieri che hanno isolato la zona.
Una volta sul posto però i pompieri hanno verificato come in realtà l'incendio fosse di modeste dimensioni. Era infatti andato a fuoco una struttura aperta, situata nel cortile, dove erano stati stivati alcuni fusti di solventi. Comunque sufficienti ad ammorbare l'aria e provocare bruciori alla gola e agli occhi ai residenti delle abitazioni più vicine. Le fiamme venivano domate nel giro di un'ora, senza che raggiungessero altri corpi dello stabilimento che si estende ai due lati di via Euripide.
Alla fine nessun ferito, ustionato o intossicato: l'azienda era deserta per il giorno festivo e le abitazioni sono piuttosto distanti dallo stabilimento. Quanto alle cause, si ipotizza un incidente, forse un corto circuito. Sono quindi iniziati gli accertamenti sulla qualità dell'aria da parte dei Tecnici dell'Arpa. Analisi dagli esiti decisamente tranquillizzanti, perché non venivano riscontrate concentrazioni pericolose di sostanze tossiche o nocive per la salute.
È comunque il secondo allarme nel giro di pochi giorni. L'11 luglio infatti una nube giallastra si era levata sopra la zona industriale di Rozzano. Anche allora, un gran dispiegamento di mezzi di soccorso per poi scoprire che si era trattato di un errore di lavorazione alla Ecolab di via Grandi, specializzata in detergenti industriali. I fumi erano stati causati da un accidentale miscuglio di acidi fosforico, cloridrico e nitrico, capace di causare irritazioni alla pelle ma nessuna nube tossica.