Albanese disoccupato apre i rubinetti del gas: «Datemi un lavoro»

Albanese perde il lavoro e la testa. L’altra sera, poco dopo mezzanotte, l’uomo, 31 anni, apre i rubinetti del gas e minaccia di far esplodere la palazzina dove abita. Siamo a Solaro, viale Europa. I carabinieri hanno dovuto trattare per una buona mezz’ora prima di ricondurlo alla ragione. L’extracomunitario, non vuole finire in giri loschi, come fanno tanti suoi connazionali. Qualche mese fa viene licenziato. Con moglie e due figli da mantenere si sente un fallito. Disperato, spedisce la famiglia da un fratello in provincia di Verona. Cera lavoro, ma non lo trova. Rischia lo sfratto, ha paura di finire in strada. Pensa ai figli, alla sua compagna di vita. È esasperato. Si asserraglia nell’appartamento e tenta di riempire l’ambiente di gas. I militari del capitano Vincenzo Barbato sono sul posto in un battibaleno, seguiti dai vigili del fuoco e da due ambulanze. Arriva una fanfara di sirene e di lampeggianti La gente, che abita nell’edificio, in tutto dodici famiglie, salta giù dal letto. Intuisce. È terrorizzata. L’albanese è deciso, in ogni caso non è chiaro se è pronto a fare una strage o racconta frottole. Recita bene la parte. Nel dubbio, va creduto sulla parola. Parte la trattativa, lunga ed estenuante. Il trentunenne, dalla finestra urla parole concitate, lancia la sua implorante richiesta: «Datemi un lavoro, altrimenti faccio saltare tutto». I carabinieri valutano l’ipotesi di far sgombrare il caseggiato. Trascorrono ancora pochi minuti. Sembrano non passare mai. Gli uomini in divisa puntano a prenderlo per sfinimento o per sorpresa. Non serve: l’albanese capisce e si arrende. Caricato sulla gazzella è trasferito in caserma dove si becca una denuncia per procurato allarme.