Albertini svela le bugie della sinistra

E Parisi: «Sì alla moschea, ma dopo una legge e non con la leggerezza politica di Pisapia»

Durante gli spot l'ex sindaco Gabriele Albertini ha dato qualche lezione di dizione al candidato Stefano Parisi che da suo ex city manager ora punta a diventare il nuovo «amministratore di condominio». «Poi ti attaccano perchè sei romano» lo ha (scherzosamente) strigliato. Davanti alle telecamere di 7Gold ieri hanno invece difeso con i denti i progetti lanciati durante l'era Albertini e Moratti e che ora il Pd usa sui manifesti elettorali come se fossero prodotto della giunta Pisapia. I grattacieli di Porta Nuova? «Con il Pgt approvato dal centrosinistra la torre di Gae Aulenti oggi non potrebbe nemmeno esistere - puntualizza Albertini - e il capo di gabinetto di Pisapia, Maurizio Baruffi, era tra il verde-talebano che organizzava manifestazioni con i centri sociali per bloccare la riqualificazione delle ex Varesine. Siamo contenti per la conversione della sinistra, ma c'è un limite. che ora la usino come spot!». Spot che ora sono un'arma in mano a Parisi per ribattere a chi lo accusa di riproporre con Albertini e altri ex in squadra una «minestra riscaldata». «Riproporre quel modello 15 anni dopo - dice - garantisce un'amministrazione pignola sulle cose quotidiane e sviluppo per il futuro. Pisapia ha rappresentato il blocco conservativo, nei cassetti troveremo solo i piani per il recupero degli ex scali Fs, bloccati dalla sua maggioranza». E rimarca che «Pisapia e Albertini sono stati sindaci onesti, esempi di legalità, ma un conto è esserlo non avendo fatto nulla, rimanendo immobili, un conto mobilitando 6 miliardi di euro per nuove opere pubbliche».Il candidato torna su due temi caldi, profughi e moschea. Sul primo punto Parisi ribadisce che serve «grande attenzione a chi si presenta ai bandi della prefettura per realizzare a Milano ei centri di accoglienza da 500 o mille posti. Abbiamo visto cosa è successo con Mafia Capitale, ci possono essere forti interessi anche intorno alla gestione dell'emergenza. Meglio piccoli centri e un'identificazione veloce per rimpatriare i clandestini». Proprio oggi alle 10.30 al Manzoni gli esponenti di Fi Fabio Altitonante e Pietro Tatarella presenteranno «Profugopoli», l'ultimo libro del direttore del Tg4 Mario Giordano. E Parisi puntualizza: «Se sarò eletto dirò si a una moschea, va fatta, ma da noi non sentirete le frasi elettorali di Beppe Sala. Se lui non ha paura del terrorismo è un eroe, noi invece ce l'abbiamo e vogliamo essere molto sicuri di chi gestirà le strutture, per questo vogliamo prima una legge dello Stato che ci indirizzi. Se una sigla è nella black list per finanziamento all'Islam politico, come stava accadendo con il bando di Pisapia, non va bene. Non ci sono stati problemi tecnici come dice Sala, ma disattenzione e cattiva gestione politica». E domani alle 16 in via Lanzone Parisi incontra i 9 candidati presidenti nelle zone.ChiCa