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Non solo Scala. E non solo Novecento. Nel senso che è anche possibile, per chi non è partito in queste giornate di festa o lo avrebbe fatto volentieri ma si è fatto scoraggiare dal tempo, rinunciare al telecomando e dedicare l’Immacolata anche alla cultura, senza per questo seguire il gregge. Anche perchè il Museo all’Arengario, ora che finalmente esiste, si può ammirare in qualunque giorno dell’anno senza necessariamente mettersi in coda sotto la pioggia. Quanto alla Scala, pur essendo un tradizionale fiore all’occhiello, è fenomeno che certamente non riguarda le masse. Dunque? Dunque oggi potrebbe essere un’ottima occasione per scoprire quello che offrono i teatri milanesi che, non bisogna dimenticarlo, vantano i cartelloni più interessanti della penisola e in tutte le categorie: drammaturgia, ricerca, musical e commedia. Gli amanti dei classici, ad esempio, hanno l’imbarazzo della scelta: da un’esilarante Trilogia della Villeggiatura di Luca Goldoni diretta e reinterpretata dal solito ineccepibile Toni Servillo (Teatro Grassi fino al 12 dicembre) alle shakespeariane Allegre comari di Windsor portato in scena dalla compagnia «Quelli di Grock» al teatro Leonardo (fino al 31 dicembre). L’opera, che è tra le meno rappresentate del drammaturgo inglese, ben si presta per i suoi intrecci ai toni grotteschi e alle atmosfere surreali care alla storica cooperativa teatrale milanese, fondata nel 1976 da alcuni ex allievi della scuola del Piccolo e tra i cui soci figura anche Maurizio Nichetti. Il pubblico più coraggioso può invece avventurarsi allo Strehler per seguire il Misantropo di Molière rivisitato dal regista Massimo Castri il quale, attraverso l’interpretazione di un Massimo Popolizio in versione seicentesca, rivive sul palco la celebre commedia di costume che mette sotto spietati raggi X il rapporto tra società moderna e individuo. Il mito di Caligola, capolavoro di Albert Camus elaborato in diverse versioni dal 1937 al 1958, vede oggi sul palco del Parenti il regista-attore Corrado D’Elia che, su una scena totalmente candida, si dibatte in una vasca di palline rosse, metafora del potere che non serve a nulla. Ma l’uggioso dì di festa potrebbe anche essere la buona occasione per tuffarsi nel pirotecnico mondo di Mamma mia, il musical ideale per tutta la famiglia e per chi ha nostalgia dei pantaloni a zampa di elefante e delle musiche degli Abba (teatro Nazionale). Quegli stessi nostalgici potrebbero, volendo, anche bearsi di una mostra fotografica fresca fresca che allo spazio Forma celebra un altro mito di fine secolo: la rockstar Mick Jagger in 70 ritratti. Con e senza linguacce.