Alcol, droghe e sbandati nel palazzo del Comune

Via Valvassori Peroni è tornata nel fine settimana «terra di nessuno», 48 ore di bagordi dal venerdì sera alla domenica pomeriggio, durante i quali 200 giovani hanno dato vita a un rave party, condito di alcol e droghe, finito poi con «appena» tre ricoveri in ospedale. Gli stabili interessati appartengono al Comune che da anni li lascia colpevolmente in abbandono e per qualche mese sono anche stati occupati da un folto gruppo di punkabbestia, per la disperazione dei residenti, fino allo sgombero di settembre 2012. Ora, dopo un anno e mezzo di tranquillità, la pace del quartiere appare minacciata da nuovi e poco graditi ritorni.
L'inquieta storia di via Peroni inizia nel 2007 quando palazzo Marino chiuse gli uffici e i magazzini del Settore Parchi e Giardini posti al civico 10. In tal modo avrebbe lasciato spazio all'ampliamento del vicino istituto alberghiero Amerigo Vespucci, per il quale era già pronta una convenzione con la Provincia. Poi l'accordo saltò, palazzo Isimbardi stralciò i 4,5 milioni già messi a bilancio per l'adeguamento e la struttura andò in abbandono. Nel maggio 2011 venne occupata dagli studenti del liceo Parini che però a luglio andarono in vacanza, anche la rivoluzione ha bisogno di riposo, e quando tornarono trovarono una sgradita sorpresa. Lo spazio, nel frattempo denominato «BlackAut», era stato preso «manu militari» da un combattivo ed eterogeneo gruppo composto da punkabbestia, anarchici e semplicemente strafatti. I liceali cercarono di far valere le loro ragioni, ma la risposta dei nuovi inquilini, a suon di mazzate, non lasciava spazio a repliche. Per il quartiere iniziò un anno di inferno tra feste, schiamazzi e rifiuti in strada. Gli occupanti provarono anche a buttarla in politica come quando, dopo una rissa scoppiata nel maggio 2012, tirarono in ballo un'incursione dei «fascisti» a cui non credette nemmeno il movimento antagonista. In settembre di quell'anno finalmente lo sgombero, svoltosi pacificamente perché, come spesso capita, la questura aveva avvertito in anticipo dell'incursione convincendo i più a cambiare aria.
Un anno e mezzo di tranquillità poi venerdì sera è tornato l'incubo. Con il consueto tam tam via Internet i «soliti noti» hanno approfittato della disponibilità dello stabile per organizzare un altro «rave party» di due giorni. Venerdì sono iniziati gli arrivi, alla fine saranno circa 200 i partecipanti, che tra musica a tutto volume, alcol e droghe, hanno «allietato» le serate dei vicini. Tenuti discretamente d'occhio dalle forze dell'ordine con frequenti passaggi di vetture civetta, per non surriscaldare gli animi. E alla fine il bilancio è stato anche contenuto. Nelle prime 24 ore non è successo praticamente nulla e solo nella notte tra sabato e domenica, grosso modo attorno alle tre, alcuni ragazzi si sono sentiti male per il gran bere. Il 118 ha inviato quattro mezzi che hanno poi raccolto tre ragazzi in stato confusionale, portati in ospedale, trattenuti qualche ora e quindi dimessi. Il «rave» è proseguito poi per un'altra mezza giornata e ieri alle 15 era tutto finito. Non certo un bel segnale per il quartiere che pensava di aver messo alle spalle i turbolenti giorni del «BlackAut».