Aler affondata da 207 milioni di buco

«La situazione è molto grave». Non usa giri di parole il governatore Roberto Maroni che ieri pomeriggio ospite del sindaco Giuliano Pisapia a Palazzo Marino ha sentito arrivare dalla Regione le devastanti notizie sul «buco» dell'Aler, l'azienda regionale che si occupa delle case popolari. Perché il commissario nominato proprio da Maroni, l'ex prefetto Gian Valerio Lombardi, convocato in commissione Territorio ha reso pubbliche le reali cifre di un bilancio che vede 207 milioni di euro di passivo delle Aler che fanno capo alle diverse province, dei quali ben 120 da addebitare a Milano. Una voragine che ha fatto escludere a Lombardi la possibilità di rientrare con un piano triennale. «Con finanziamenti regolari - ha spiegato - l'arco cronologico più appropriato è di 4 o 5 anni». Aggiungendo che il collegio commissariale «proporrà alla Regione di fare a meno delle società non strategiche» legate ad Aler Milano e di «dismettere la parte di patrimonio non strategica». Spiegando che il vero problema è mantenere in equilibrio entrate e uscite in un territorio dove i canoni di locazione coprono appena il «52/53 per cento dei costi» e attualmente la morosità degli inquilini ammonta a 52,7 milioni di euro.
Un tema che è inevitabilmente finito sul tavolo dell'incontro in Comune, con il sindaco Pisapia che ha auspicato una maggior collaborazione tra istituzioni in futuro e punzecchiando ancora una volta l'ex governatore Roberto Formigoni ha sottolineato che «in passato questa collaborazione non c'è stata». Ma il punto ora è che «bisogna trovare i soldi» ha spiegato molto pragmatico Maroni. Perché «è giusto tener conto della funzione sociale dell'edilizia pubblica, ma non bisogna dimenticare che i costi sono a carico del contribuente e dunque i conti se non proprio in equilibrio devono comunque tornare». D'accordo Pisapia che chiede «una rivoluzione» alla legge che il consiglio regionale dovrà approvare entro fine ottobre. Con Maroni che ricorda come l'indicazione della giunta sia per «un'unica società» con conseguente taglio di poltrone e presidenti che sembra non piacere troppo a partiti e consiglieri. «Noi ci facciamo anche carico dell'assistenza sociale con canoni mensili che mediamente si aggirano intorno agli 80 euro - ha spiegato in commissione il presidente nazionale di Federcasa Emidio Ettore Isacchini -. A parte il caso di Milano, le altre Aler non hanno mostrato grandi sofferenze». Con il direttore lombardo Giovanni Bordoni che ha spiegato in commissione che «il problema dell'Aler non è la governance che costa 3 milioni di euro». E «lo sbilancio non è tanto sugli affitti, ma ad esempio sul riscaldamento che costa 800-900 euro in media ad appartamento all'anno». E anche cambiare il nome da Aler ad Alpe comporterà «un aumento dei costi». Oggi il commissario Aler Lombardi sarà sentito in giunta regionale.
Nel resto dell'incontro Maroni e Pisapia hanno convenuto sulla necessità di una unificazione tra TreNord e Atm, sulla necessità di un contributo regionale al Comune per i trasporti e sulla possibilità di incontrare il presidente del Coni Giovanni Malagò per valutare l'eventuale candidatura di Milano all'Olimpiade del 2014.