Alessandra e Susanna, studentesse modello stroncate dal batterio in una manciata di ore

Tutti i parenti e gli amici sono sotto terapia antibiotica

Tre casi di meningite nell'arco di due settimane sono stati sufficienti a far scattare la paura nelle famiglie. Che, se non altro, si sono informate sull'opportunità o meno di sottoporsi al vaccino anti meningococco. Tante le telefonate ai medici di famiglia e ai pediatri per chiedere il da farsi.

L'ultimo episodio di meningite risale a giovedì, quando un uomo di 45 anni è stato ricoverato al Policlinico. Dovrebbe farcela e nell'immediato non sembrerebbe in pericolo di vita ma per dirlo i medici stanno aspettando ancora qualche ora, il tempo di concludere l'iter degli antibiotici. Il paziente è stato colpito da meningococco C, lo stesso tipo che la scorsa settimana ha ucciso, nell'arco di poche ore, Alessandra Covezzi, la studentessa di 24 anni che frequentava un master all'università Statale. Purtroppo la sua storia ha avuto un epilogo tragico e la meningite, fulminante, non le ha dato quasi il tempo di realizzare cosa stesse accadendo. Quando la ragazza si è sentita male, ha lasciato l'ateneo ed è andata a casa. Ha avvisato i genitori che, da Ferrara, dove risiedono, si sono precipitati a Milano e l'hanno portata al Fatebenefratelli. Troppo tardi, in ospedale non c'è stato più niente da fare.

Immediatamente è scattata anche l'indagine epidemiologica, la ricerca dei suoi contatti più stretti, amici e colleghi di università, familiari e tutte le persone che sono entrate in contatto con lei nei dieci giorni precedenti (periodo di incubazione del batterio). Gli infettivologi dell'Ats della Città metropolitana di Milano sono stati allertati «nella tarda serata» di martedì 26 luglio, spiega Giorgio Ciconali, direttore del Servizio di igiene e sanità pubblica dell'agenzia milanese di tutela della salute, e si sono subito attaccati al telefono per contattare tutti i soggetti a rischio.

Il primo agosto è stata uccisa da una meningite fulminante anche Susanna Rufi, 19 anni, mentre stava tornando dalla giornata mondiale della Gioventù di Cracovia. Aveva da poco sostenuto l'esame di maturità e aspettava quel viaggio da tempo. Sotto profilassi l'intero gruppo, tra cui la sorella di 17 anni. L'ospedale di Vienna, dove la giovane è deceduta, ha anche invitato a provvedere alla cura antibiotica tutti coloro che avevano visitato Casa Italia a Cracovia. Momenti di paura anche per un'altra giovane della comitiva religiosa che, nonostante la profilassi, ha accusato febbre e un forte mal di testa. Ricoverata a Udine è stata dichiarata fuori pericolo.