Alfieri bacchetta Majorino per le critiche al governo

Criticare il governo sull'emergenza profughi? Si poteva certamente ai tempi in cui era premier Silvio Berlusconi, avanti così quando il governo tecnico era retto da Mario Monti, non è stato trattato con i guanti neanche il Pd Enrico Letta. Ma guai a toccare Matteo Renzi. Due suoi fedelissimi, il segretario regionale Pd Alessandro Alfieri e il cittadino Pietro Bussolati ieri hanno bastonato l'assessore Pd Pierfrancesco Majorino (che al posto dell'ex sindaco di Firenze ci avrebbe voluto vedere Pippo Civati) per aver criticato l'assenza del governo sulla gestione degli sbarchi siriani. Dall'arrivo a Lampedusa, la tappa obbligata è diventata Milano che ha accolto circa 5mila profughi nei centri di accoglienza da ottobre a oggi, e nello scorso weekend per un centinaio non ha trovato il posto. Del resto una minaccia neanche tanto velata al presidente del Pd lo stesso Majorino l'aveva lanciata una decina di giorni prima in conferenza stampa a Palazzo Marino, «non ci costringa a lasciar dormire per strada le persone per aprire il caso politico». Così è successo, e sulla stazione Centrale dove hanno dovuto bivaccare gli immigrati si sono accesi i riflettori. «Il governo Renzi se ne frega dei profughi» la frecciata prima su Facebook e poi su Repubblica dell'assessore al Welfare della giunta Pisapia. E la difesa (piccata) del premier è arrivata in primis da Alfieri. Che contro Majorino si è già esibito nelle scorse settimane sul tema della sanità, una differenza di vedute sulla gestione del sistema. Sui siriani ha premesso «non conosco quali siano le inadempienze del governo. Sono temi delicati. Di certo non li affronterei via Facebook. Se Majorino ha bisogno di aiuto per risolverli, nelle sedi istituzionali noi ci siamo. Il partito serve a questo». Neanche Bussolati fa sconti al compagno di partito: «Ha ragione sul tema, ma sbaglia obiettivo. Non si può tirare la giacchetta a Renzi dai profughi a Genny “a carogna“».
Ma Majorino e il collega alla Sicurezza Marco Granelli ieri hanno ribadito: «Dopo mesi di appelli il ministro alla Difesa Alfano ha garantito l'aiuto ai siriani che vogliono ripartire velocemente e una conferenza degli enti locali. Ma ora il governo passi dalle parole ai fatti, ci aspettiamo che questi non restino solo dei buoni propositi» perchè «la situazione è molto critica e per nulla risolta». A quanto pare, anche dentro al partito Democratico.