Allarme incidenti in bici Il sindaco rilancia la guerra contro il pavè

Interventi in via Torino e Cinque Giornate Pronto lo stop ai ciclisti nelle aree di cantiere

Chiara Campo

Il sindaco rispolvera quello che definisce uno dei suoi «cavalli di battaglia». La guerra al pavè, lanciata nel gennaio 2016 quand'era candidato alle primarie del Pd e dichiarò che «tenere i masselli in via Torino è una stupidata, quel tipo di pavimentazione è da sostituire in una via commerciale in cui se vai in bici finisci per andare sul marciapiede dando fastidio ai pedoni. Ci vuole anche un po' di coraggio. Milano va bene per le bici perché è piccola e in piano, ma bisogna fare di più». Il suo ex avversario Pierfrancesco Majorino rispedì la proposta al mittente («sul pavè è meglio decidano i tecnici, non i candidati sindaco»), idem quegli esponenti della sinistra arancione che sostenevano in campagna l'ex vicesindaco Francesca Balzani. Sala ci riprova all'indomani del tragico incidente tra via De Amicis e piazza Resistenza Partigiana, dove un ciclista di 52 anni è stato travolto e ucciso da un camion che stava svoltando verso corso Genova per ritornare in via De Amicis e ritrovare l'ingresso del cantiere M4 che aveva saltato al primo passaggio. La carreggiata è stretta per via dei lavori della metropolitana, l'autista non si è accorto della presenza del ciclista e la vittima a quanto sembra stava parlando al telefono. Beppe Sala premette di non voler «strumentalizzare quello che è successo. Venerdì sera ho parlato con la vedova e mi ha commosso, ha detto che in questo momento al di là del dolore vuole anche ragionare perchè queste cose non si ripetano. Ci vuole attenzione da parte di tutti, noi faremo un esame di quello che è successo e ciò che si può fare. Molto spesso si parla di piste ciclabili, ma i problemi nascono anche da altre cose. Rimango convinto che il pavè vada eliminato da alcune strade, via Torino potrebbe essere un'idea. In alcuni casi è benedetto e in altri casi è fonte di pericolo. Non voglio fare una battaglia campale ma troveremo le formule per sentire i milanesi, a partire da chi la bicicletta la usa. E 20mila prelievi di Bikemi al giorno dicono che sono in tanti. Ascolterò le associazioni» che domani pomeriggio andranno anche a protestare davanti a Palazzo Marino durante il Consiglio. Oltre al problema pavè cita le auto in doppia fila e ricorda che «anche chi va in bici non deve usare il cellulare». L'assessore alla Sicurezza Carmela Rozza valuta «uno stop alle bici» nelle aree di cantiere più congestionate, «se passano i camion non possono passare i velocipedi e viceversa», in piazza Resistenza Partigiana o piazza Risorgimento ad esempio. «Dobbiamo avere il coraggio di decidere dove il ciclista non è il caso di farlo passare - insiste -. I cantieri purtroppo non si possono eliminare, ma bisogna mettere un pò di ordine nei percorsi di queste strade ristrette».

L'assessore alla Mobilità Marco Granelli ricorda che già in piazza V Giornate è in corso il cantiere per sostituire i binari e rimuovere il pavè («la seconda fase nell'estate 2018) e «dove presenta criticità, soprattutto laddove ci sono anche binari o agli incroci, è opportuno eliminarlo. Nel Piano opere pubbliche sul Piano Pietra ci sono già 5 milioni di fondi». Attorno ai cantieri M4 «potenzieremo le indicazioni di attenzione rivolte a tutti i veicoli e ai pedoni e continueremo sulla linea di diversificare dove è possibile i percorsi ciclabili e pedonali da quelli delle auto, come è previsto sull'asse di viale Argonne».

Commenti

evuggio

Lun, 10/07/2017 - 12:12

ci si riempie la bocca di "guerre" a favore delle biciclette e poi si "disegnano" piste ciclabili che se non fossero a rischio tragedie ci sarebbe da sbellicarsi dal ridere al pensiero del genio che le ha concepite. SOLO PER FARE UN ESEMPIO: avete mai visto quelle di via forze armate, unicamente disegnate NELLA CARREGGIATA e continuamente INTERROTTE da INCROCI, FERMATE ATM e passi carrai!