Allarme mafia, numeri verdi della Diocesi contro crimini e usura

Usura e criminalità organizzata, che distruggono famiglie e fagocitano intere imprese. L'arcivescovo, Mario Delpini (nella foto), ha scritto ai parroci della Diocesi per segnalare un'emergenza che «sta colpendo molte persone che, fino a poco tempo fa, godevano di una situazione apparentemente tranquilla». Rispetto a dieci anni fa, l'«indebitamento» per pagare affitti, rate di prestiti o di mutui, «sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti», con «famiglie che vedono messa a rischio la prima abitazione».

La Diocesi ha segnalato ai parroci due numeri anti criminalità gestiti della Caritas, ai quali rivolgersi quando vengono in contatto con debiti a tassi di usura o veri e propri ricatti che trascinano nel giro delle mafie. Insomma, ai parroci non sarà sufficiente ascoltare gli sfoghi di penitenti e fedeli sovrastati da debiti e minacciati da esattori del pizzo. O magari lenire le loro sofferenze con elemosine. L'invito del vescovo ai parroci è a prendere il telefono e segnalare il caso a operatori adeguatamente formati, così che l'intervento possa essere più radicale, anche grazie a un'intesa siglata a livello provinciale con le forze dell'ordine, che porti a «smascherare quello che spesso si rivela come una vera e propria trappola dello organizzazioni criminali o all'eventuale denuncia». In casi del genere, è bene «informare senza indugio» la Caritas Ambrosiana (tel. 02.76037212) o la Fondazione San Bernardino Onlus (tel. 02.87395532). L'emergenza riguarda le famiglie ma anche le imprese.

A Milano, scrive il vescovo, «consorterie criminali» «si insinuano nel tessuto economico produttivo, attraverso traffico di stupefacenti, riciclaggio del denaro, usura, controllo del territorio per affari illeciti, fino a infiltrazioni istituzionali, approfittando di difficoltà economiche in cui versano soprattutto le piccole/medie imprese, spesso indotte a ricercare linee di credito non convenzionali». Il testo segnala infiltrazioni della criminalità organizzata nelle imprese con «consulenti compiacenti, per acquisirle saldando i debiti dell'imprenditore e facendolo continuare a lavorare nella propria impresa come sottoposto». Si leggono parole come «omertà» e «paura», che di solito associamo ad altre latitudini.