Le Alternative nomadi Nuovi mondi in mostra

Due piccole mostre, un grande progetto. Ha aperto il 4 dicembre, fino al 12 gennaio, nella sala delle Colonne alla Fabbrica del Vapore e al Maga di Gallarate «Alternative Nomadi», l'esposizione di una selezione di 24 artisti sui duecento che hanno partecipato, l'estate scorsa, alla XVI Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo ad Ancona. Il titolo della mostra, «Alternative Nomadi», porta direttamente al senso, profondo e importante, che un'esposizione del genere vuole sostenere: «Nomadismo è una parola che oggi sta a significare un'identità sfaccettata e varia, ampia –spiega subito il curatore Alessandro Castiglioni-. Che permette di creare reti e connessioni fra le persone per unirle». Come Adelina von Fustemberg nella sua Biennale di Saloniccco, dal titolo «Everywere but now», «dappertutto ma ora», aveva chiamato a raccolta diverse voci per chiedere agli artisti di spiegare a se stessi le proprie differenze e il proprio punto di vista sul Mondo, per dialogare insieme, con lo stesso intento oggi a Milano si accolgono una parte dei lavori che hanno contraddistinto la Biennale di Ancona. I ritratti di Ahmed Kamel (Egitto) che fotografa due persone insieme, di cui una è cieca. O, dal Kosovo, Driton Selmani fotografa un giovane con due cocomeri in mano su un ponte: il ponte collega la Serbia e il Kosovo, e i due cocomeri sono una metafora di un detto kosovaro per cui quando una cosa è infattibile (il collegamento fra Serbia e Kosovo) è «come tenere due angurie in una mano». Ingresso gratuito, Fabbrica del Vapore (via Procaccini 4), Maga di Gallarate (via De Magri 1)