Altolà del centrodestra: no a stangate

Il centrodestra si schiera contro l'aumento della Tasi, la tassa sui servizi indivisi (che grava sugli immobili) che è subito finita nel mirino del governo di Matteo Renzi, che ha ratificato l'accordo con i Comuni dando ai sindaci la possibilità di alzare le aliquote di un altro 0,8 per mille, tanto da arrivare al 3,3 per mille per le prime case e all'11,4 per mille sugli altri immobili.
«La nuova Tasi fa paura - dice Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale Forza Italia Lombardia e vice capogruppo vicario alla Camera - soprattutto in una città come Milano dove già nel 2013 le tasse sono state un incubo. Oltretutto la prevista stangata sugli immobili produttivi indebolirà ogni tentativo di uscire dalla crisi». «È un rischio concreto -aggiunge- quello di aumenti consistenti su negozi, uffici, capannoni (oltre che sulle seconde case) per il fatto che nei Comuni che hanno già portato al massimo le aliquote Imu nel 2013 la super-Tasi diventa necessaria per varare le detrazioni necessarie a evitare che il nuovo tributo sia più pesante della vecchia Imu. Di fatto l'Imu sulla prima casa rimane e, in più, immobili produttivi e seconde case subiranno il contraccolpo della super-Tasi, cioè dell'aliquota aggiuntiva
dello 0,8 per mille».
«Forza Italia - conclude - non lascerà soli cittadini e imprenditori. Saremo al fianco dei milanesi per denunciare, se ci sarà, il ricorso all'ennesima stangata fiscale in una città come Milano già scottata da un'amministrazione che per ripianare i suoi debiti ha infierito sui cittadini a suon di tasse e aumenti. Noi di Forza Italia difendiamo, unici rimasti a farlo, il ceto medio». «Il sindaco eviti un aumento di 100 euro sulla Tasi. È l'appello anche di Riccardo De Corato, vice presidente del Consiglio comunale e capogruppo in Regione di Fratelli d'Italia-An. «Stando ai calcoli fatti sulla Tasi da alcuni esperti - afferma - a proposito di Milano l'aliquota Imu nel 2012 era allo 0,4 e su quella è stato effettuato il computo. Nel 2013 Pisapia ha alzato l'aliquota allo 0,6: l'aumento fù virtuale perché nel 2013 è stato parzialmente abolito, ma se Palazzo Marino dovesse fare il conto tenendo come riferimento la delibera 2013 il costo della Tasi salirebbe di 100 euro». «Ci auguriamo quindi-conclude- che i conti non vengano fatti sul 2013 e Pisapia faccia di tutto per evitare un altra stangata sui milanesi».