Altri 3 chilometri di ciclabili: ecco la rete più estesa in città

Aperti nuovi tratti di corsie riservate alle biciclette Ora Palazzo Marino deve dare un senso a quei numeri

Antonio Ruzzo

È fatta, finalmente verrebbe da dire. Oltre 3 chilometri di nuove piste ciclabili sono stati inaugurati tra le vie Pagano, Milton, Paleocapa e Gadio. «Non un semplice itinerario - spiegano in Comune - ma la più estesa rete connessa di ciclabili in città della lunghezza complessiva di circa 5 chilometri: le nuove tratte infatti si collegano a percorsi già esistenti e vanno ad integrare quelle inaugurate nei mesi scorsi intorno al Castello Sforzesco completando l'esteso itinerario del centro storico». Vanno a completare un mosaico di percorsi spesso frammentario e spesso contestato perché, se va detto che in questi ultimi anni i percorsi in città si sono moltiplicati, va anche detto che non sempre sono sembrati parte di un progetto armonioso, con tratti di piste che a volte finivano nel nulla, che andavano a restringere carreggiate dalla viabilità già difficile, che sacrificavano posteggi in quartiere con spazi già contingentati. E così la politica ciclabile «a tutti i costi» di Palazzo Marino qualche polemica e qualche protesta se l'è portata dietro. A cominciare qualche mese fa da via Gallarate, una delle arterie più importanti per la viabilità milanese, che collega la città con l'hinterland del settore nord-ovest, compresa la Fiera di Rho-Pero. Al centro delle polemiche è stato il percorso riservato alle biciclette ricavato sulla carreggiata giudicata (anche da chi va in bici) ad alto rischio visto che su questa arteria c'è anche molto traffico «pesante». Stessi problemi di pericolosità a Bruzzano, dove la corsia riservata alle bici realizzata in via Aldo Moro, una strada ad alta velocità è di fatto, a fianco di una superstrada e quindi non la usa quasi nessuno. E ancora proteste in via Forze Armate per la ciclabile disegnata sull'asfalto al posto dei posteggi delle auto giudicata a rischio perché spesso si va ad intromettere con le salite e le discese delle fermate Atm e nel tratto che collega piazzale Maciachini a via Melchiorre Gioia per una preferenziale tracciata semplicemente con doppia striscia gialla e bianca su una strada trafficatissima.

Ciò detto ora la sfida del Comune è quella di dare una logica ad una rete ciclabile forse costruita con troppa fretta. E i nuovi lavori vanno in questa direzione. La nuova rete si collega in largo V Alpini con la pista di via Vincenzo Monti, in piazza Sempione con la ciclabile che conduce a piazza Lega Lombarda, in piazza Castello con il tratto proveniente da via Legnano, in corso Garibaldi con l'esistente Ztl e di qui verso via San Marco, attraverso la pista Tessa Ancona. Infine in piazza Cadorna con la Cerchia dei Navigli e la pista di via Olona. «Compiuta, finalmente, un'opera che rientra nel nostro piano generale di sviluppo delle ciclabili dichiara l'assessore ai Lavori pubblici Gabriele Rabaiotti e che ci avvicina sempre più alle altre città europee».

Gli ultimi lavori sono durati circa 6 mesi con un costo medio in linea con quello rilevato a Copenhagen tra le prime capitali europee per piste ciclabili - di 1.190 euro per ogni metro realizzato. L'appalto complessivo, del valore di 7 milioni di euro e interamente finanziato dal Ministero dell'Ambiente, ha permesso anche la realizzazione di importanti opere di viabilità: 7 incroci sono stati dotati di nuovi impianti semaforici, la ripavimentazione di marciapiedi e zone pedonali è stata risistemata, sono state eliminate barriere architettoniche e sono state rimesse a nuovo aiuole e illuminazione.