«Ambrogini, votate on line» È bufera contro l'assessore

Lipparini scavalca l'aula e lancia il sondaggio web Lettera del presidente Pd: «Uno sgarbo istituzionale»

Qualche settimana fa ha lanciato la guerra ai biglietti gratis per lo stadio ed è riuscito a compattarli tutti (contro di sè): consiglieri di maggioranza e opposizione. L'assessore radicale alla Trasparenza è riuscito a bissare un miracolo dalle parti di Palazzo Marino. Due sere fa è scattata un'altra fronda bipartisan contro Lorenzo Lipparini, nel mirino questa volta per aver provato a strappare una competenza che è tradizionalmente dell'aula: ha lanciato una consultazione pubblica on line per le candidature agli Ambrogini che verranno consegnati dal sindaco il 7 dicembre al Dal Verme. Mercoledì scorso in conferenza stampa ha invitato i cittadini a fare proposte attraverso la piattaforma PartecipaMi e su Facebook, «c'è tempo per votare fino al 10 ottobre» e le segnalazioni più cliccate «saranno trasmesse all'Ufficio di presidenza». Si sono scatenati in Consiglio comunale giovedì sera sia esponenti di maggioranza che di opposizione. E il presidente Pd dell'aula Lamberto Bertolè, chiamato in causa per difendere le prerogative del Consiglio, ha riferito di aver scritto già qualche ora prima una lettera ufficiale di protesta. Presidente e assessore peraltro si erano confrontati il giorno prima che Lipparini presentasse il piano «Milano aperta e trasparente» alla stamoa, ma non è mai spuntato il tema Ambrogini. «Ho letto il tuo comunicato stampa - scrive Bertolè nella lettera inviata per conoscenza ai consiglieri - che indica la consultazione sugli Ambrogini come azione del tuo piano. Non si tratta di una questione marginale posta da qualche giornalista a latere della tua conferenza stampa ma di un tema che tu hai voluto esplicitamente e direttamente enfatizzare. Per me si tratta di una scorrettezza istituzionale. Hai deciso di illustrare una tua proposta che riguarda una materia di competenza del Consiglio senza informarlo». Peraltro gli ricorda che il consiglio ha appena affrontato il tema degli Ambrogini e del loro regolamento sia in aula che in Commissione e proprio giovedì, il giorno dopo la conferenza di Lipparini, ha affrontato (e votato) la delibera che chiede un'occhio particolare dalla prossima edizione anche a giovani da premiare. «aggiungo - continua il presidente - che nessun dirigente o funzionario che segue la questione Ambrogini è stato da te contattato per valutare anche la fattibilità tecnica della tua proposta». Sugli Ambrogini ad esempio è stato deciso da regolamento il vincolo della riservatezza sulle candidature prima della scelta ufficiale da parte della commissione. E ogni cittadino ha già la possibilità di presentare candidature «senza bisogno dell'intermediazione o del sondaggio online preventivo di un assessore». Spero, chiude, «che ci sia presto occasione per un confronto franco su quanto accaduto che per me denota davvero scarsa consapevolezza dei ruoli e dei raporti istituzionali». Ieri Bertolè ha cercato toni più concilianti: «Lo considero un incidente di percorso - ha dichiarato - e sono sicuro che con un cofnfronto si troveranno rapidamente le modalità di collaborazione nell'interesse della città».

Ma la discussione in aula ha acceso gli animi. «Abbiamo discusso alcune nuove modalità sulla presentazione delle candidature agli Ambrogini - premette il capogruppo di Milano n Comune, Basilio Rizzo -. Non credo che possa accadere che un assessore, senza confrontarsi con il Consiglio, possa andare avanti e proporre una nuova modalità come è stata descritta sui giornali. É inaccettabile che il Consiglio venga mortificato. E non condivido neanche il merito dell'iniziativa, voglio difendere le Civiche Benemerenze. Non possono diventare un talent show, gli Ambrogini di Facebook».

Quella di Lipparini, concorda il capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi, «è l'ennesima grave ingerenza della giunta nei confronti del consiglio». Lipparini lo definisce «un equivoco ma solo raccogliere suggerimenti dai cittadini, non è mia intenzione introdurre nuove regole o procedure. Ho già concordato un incontro di chiarimento».