Ambrosoli, Tajani e Vanni Giunta: chi sale e chi scende

Sindaco Sala al lavoro ma nessun incontro coi partiti Il caso Welfare, ora è sfida tra Pd e Sinistra per Milano

Sabrina Cottone

«Io e Pisapia non saremo come due Papi» ha detto il neo sindaco, Giuseppe Sala, per far capire che adesso è lui a decidere. È già a Palazzo Marino, a fare riflessioni e conti. E anche se Giuliano gli ha dato un consistente aiuto ad arrivare, Sala sa con quale consiglio comunale dovrà misurarsi. Ventidue esponenti del Pd più due per così dire in sonno: l'ex assessore alla Cultura Filippo De Corno, candidato della Lista x Milano e l'avvocato Roberta Guainieri, eletta con la lista Sala. Ventiquattro voti su quarantove consiglieri, incluso il sindaco. Maggioranza praticamente assoluta. «Per noi è importante una composizione che rappresenti tutto il partito» dice il segretario cittadino, Pietro Bussolati.

Sala non ha ancora aperto le discussioni ufficiali. Naturalmente ci sono state chiacchiere sparse ma lui ha chiesto tempo e promesso nei prossimi giorni incontri faccia a faccia con i vertici dei partiti. Eppure entro lunedì ha annunciato anche che sarà pronta la squadra. Poche certezze: parità tra uomini e donne, mix tra continuità e innovazione, desiderio di dire l'ultima parola e forse anche qualcosa di più. Sa di giocarsi la partita della vita e punta a una squadra all'altezza della sfida.

Il Pd lascia filtrare di non essere particolarmente interessato all'incarico di vicesindaco, atteso per una donna, e che non farà le barricate se scelta cadrà su Cristina Tajani, Sel, una delle persone in pole position. Si parla anche di Anna Scavuzzo, Pd, ma il suo principale handicap è non aver mai fatto l'assessore, così si profila più probabile un incarico diverso. Più difficile, ma non impossibile, pare che la scelta cada sull'ex vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, uscita in polemica con Pisapia.

Il capo di gabinetto è un'altra questione aperta. Si parla di Gianni Confalonieri, Rifondazione comunista, già in Arexpo, e di ambizioni di Emilio Genovese, che ha dato una mano nella staff di Sala, ma soprattutto di Mario Vanni, che conosce bene la macchina del Pd ed è stato a fianco di Sala durante la campagna.

Tra gli assessori si ipotizzano le riconferme di Pierfrancesco Majorino, Marco Granelli e Piefrancesco Maran. Il Welfare, gestito da Majorino, potrebbe però passare a Sinistra per Milano, e Majorino si confronterebbe così con la Cultura: autore di romanzi, dovrebbe misurarsi con Scala e Piccolo (4 miliardi nel budget) e due miliardi di possibili altre iniziative. Sempre per il Welfare, si ipotizzano le candidature di Marco Granelli e Beatrice Uguccioni, oltre che dello stesso Majorino, se la delega rimanesse al Pd.

Se l'ex pm Gherardo Colombo sarà garante della legalità, Sala sta cercando una collocazione adeguata anche per Umberto Ambrosoli, probabilmente per i rapporti con la Regione e lo sviluppo all'estero. La formula, se cioè Ambrosoli sarà assessore o meno, dipende da diverse variabili, tra cui l'incompatibilità tra la giunta di Palazzo Marino e il ruolo di consigliere regionale. Altri incarichi sono allo studio per Linus ed Emma Bonino.