Amianto al Lirico, i lavori slittano a fine 2015

La storia infinita. L'11 febbraio, quasi dieci mesi fa, il sindaco Giuliano Pisapia nella sala Alessi di Palazzo Marino ha presentato alla città il restauro del teatro Lirico. Ha annunciato la rinascita dell'altro Piermarini, la «Scala bis» di via Larga, a 14 anni dalla chiusura tra cantieri iniziati e sospesi, la battaglia legale tra il Comune e l'ex gestore. Brutte storie da archiviare, la giunta a fine 2013 ha sbloccato i 16,5 milioni di euro necessari al restauro conservativo. Ma i bandi di gara per affidare e la gestione quasi un anno dopo non sono ancora partiti. «Stiamo correndo per pubblicarli entro il 2014 - spiega l'assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza -, ma se saremo troppo a ridosso delle festività rimanderemo a gennaio, resteranno aperti circa 2 mesi». Ma il cantiere, da cronoprogramma, dovevano partire la prossima primavera e chiudersi in 600 giorni, entro fine 2016. Il sindaco non avrebbe potuto tagliare il nastro entro fine mandato, ma almeno presentare una buona parte degli interventi finiti. Ma i lavori «slitteranno all'autunno 2015» ammette l'assessore. «Abbiamo trovato amianto nella volta sopra la platea del teatro, proprio come era avvenuto anche alla Scala» spiega. Una brutta sorpresa che ha complicato la progettazione del restauro e gli interventi.

A metà novembre la giunta ha conferito a Metropolitana Milanese, la società che dai giorni scorsi gestisce anche le case popolari del Comune, l'incarico di progettazione definitiva ed esecutiva, la relazione geotecnica e sismica, la consulenza per gli aspetti antincendio e le indagini per l'individuazione della presenza di amianto con le linee guida per la bonifica. Un contratto da 606mila euro. Ma, è scritto nella determina, l'affidamento all'esterno si è reso necessario vista «l'urgenza dell'approvazione del progetto esecutivo rientrante nelle priorità dell'amministrazione e la carenza di organico interno alla Direzione centrale tecnica con le competenze necessarie».

Il progetto di restauro interessa una superficie di 9.550 metri quadrati e punta a conservare le linee architettoniche storiche del teatro. Verrà rifatto tutto il corpo centrale e sono previsti un nuovo impianto di riscaldamento e illuminazione. Verrà creato anche un ristorante al secondo piano, raggiungibile con un ascensore.