«È un amico, nessuno lo conosce meglio di me»

«Pasticcione » e «democristiano»: sono questi i due appellativi che gli uomini delle tangenti Expo riservavano a Antonio Acerbo, il vicecommissario che ieri viene anche lui investito dalle indagini della magistratura, accusato di essersi piegato alla legge della mazzetta. Nel maggio scorso, quando la Procura aveva fatto irruzione a vele spiegate sulla scena dell'esposizione universale, arrestando il direttore generale Paris, il costruttore Enrico Maltauro e i lobbisti-tangentisti Gianstefano Frigerio e Primo Greganti, nelle pagine dell'ordine di custodia il nome di Acerbo veniva citato meno di una decina di volte, riportando le intercettazioni degli indagati che parlavano di lui. A volte in modo non benevolo, ma senza mai attribuirgli episodi di reato. Poi, evidentemente, qualcosa è cambiato.

Il 4 febbraio 2014 Maltauro si sfoga con Frigerio sulle difficoltà che i Comitati noCanal (che definisce «una banda di cretini») stanno creando ai lavori per le Vie d'acqua. E dice: «Adesso vado da Paris a mezzogiorno poi c'ho un altro appuntamento alle tre, con lui e con Acerbo». Frigerio: «Ah, c'è anche Acerbo? É un mio vecchio amico, è un vecchio democristiano». E Maltauro: «Non c'è nessuno che è più vecchio amico di me con Acerbo, lui lavorava in Montedison da ragazzo». Frigerio: «Uno bravo, uno serio».

La musica cambia il mese successivo, quando Paris viene intercettato mentre parla con Fabrizio Sala, e i due commentano l'ipotesi che Acerbo prenda il posto di ** Rognoni, direttore generale di Infrastrutture Lombarde, appena arrestato. Dice Sala: «Non è che il Fiorenzo Galli mi chiama per un'idea sua, ma avevo l'impressione che lì c'era Acerbo che diceva “chiama Fabrizio Sala”, mi appariva di più non per il responsabile dei lavori ma come direzione generale». A quel punto, secondo il brogliaccio dell'intercettazione, «Paris dice che Acerbo ha sempre puntato a quella posizione e lo definisce “pasticcione, è uno che ha relazioni con un certo mondo, il mondo delle costruzioni, però è un pasticcione”. Paris continua descrivendo le esperienze passate di Acerbo precisando che lo ritiene valido da un punto di vista tecnico ma non manageriale (...) Paris precisa “non è un general manager, voglio dire”. Poi precisa “anche sta storia della via d'acqua-piano B non credere che abbia chissà tirato fuori quale soluzione. Prende un professionista, gli fa scrivere una soluzione, diventa sua».