Ammazzò a colpi di forbice Blitz e arresto al Niguarda

Era ricercato dal S.I.Re.N.E (Supplementary Information Request at the National Entries), il servizio per la cooperazione internazionale di polizia a cui devono far riferimento, in materia di coordinamento tecnico-operativo, tutte le strutture dei vari dipartimenti di pubblica sicurezza e delle forze di polizia dei paesi in area Schengen. Un organismo che si occupa principalmente delle catture di pregiudicati in ambito europeo. E sono stati proprio loro, al Sirene, a segnalare sabato mattina alla squadra mobile di Milano la presenza di un evasoda un carcere giudiziario olandese in una struttura psichiatrica della nostra città. Lui ha origini turche, si chiama Erdal Kaplan, ha 47 anni, e la polizia meneghina lo ha rintracciato nel giro di una manciata di ore nel reparto psichiatrico del Niguarda. Dove l'evaso si trovava da una settimana, esattamente dal 30 giugno.
Quel giorno un passante aveva notato lo straniero che camminava in strada in stato confusionale, completamente spaesato e borbottando frasi incomprensibili, proprio in zona Niguarda e lo aveva accompagnato così all'ospedale. Ai medici era apparso subito chiaro che le problematiche di quel tizio basso, bruno e con la pelle scura erano di tipo psichiatrico: che non stesse bene era evidente visto che non solo parlava a mala pena e in una lingua straniera, ma non sembrava sapere chi fosse e dove voleva andare, probabilmente non sapeva nemmeno dove si trovasse. Tuttavia aveva un documento dall'apparenza assolutamente autentico visto che riporta il suo nome e cognome, con foto, che ne attestava l'identità. Altro elemento in possesso dello straniero un cellulare, spento, sul quale però non sembravano esserci contatti o chiamate recenti che potessero aiutare a scoprire un passato.
Gli investigatori olandesi devono aver intercettato la scia lasciata dalla sim del telefonino di Erdal Kaplan per essere riusciti, dal nord Europa, a rintracciarlo proprio su Milano e nel giro di poco tempo. Non si sa altro: gli olandesi si sono ben guardati dal fornire ai colleghi italiani dettagli sulla loro indagine e nemmeno sulle modalità e le tempistiche dell'evasione del turco dalla struttura psichiatrica carceraria, limitandosi a riprendersi Kaplan per riportarlo da dove era venuto.
Quel che si sa con certezza è che i reati commessi da Erdal Kaplan non sono tra i più «leggeri». Nel 1988, in Olanda, uccise infatti a colpi di forbice la sua compagna, una donna con la quale, in precedenza, era stato accusato di spendita di denaro falso. Il suo passato, però, anche su internet (che non dice nulla di lui) si chiude qui.