Anche i sindacati contro Maran: «Atm non è un costoso baraccone»

«Forse è il caso che il sindaco intervenga a ristabilire un clima più pacato». A chiederlo è Stefano Malorgio, segretario generale della Filt Cgil Milano. Da sinistra a sinistra, arriva il consiglio del sindacalista che commenta l'uscita dell'assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran riguardo ai trasporti cittadini. «Non ci sono piaciute le dichiarazioni di questi giorni, con le quali rischia quasi di passare l'idea che l'Atm sia un costoso baraccone pubblico con buchi di bilancio e costi elevati. Chi conosce lo stato del settore a livello nazionale sa bene che l'Atm rappresenta una delle poche realtà solide esistenti e che per questo andrebbe valorizzata e rispettata, soprattutto da chi ne detiene la proprietà. Non è possibile spremere un'azienda per poi dire che non è in grado di stare sul mercato». Malorgio prosegue spiegando che Atm «si è presa a carico impropriamente l'acquisto dei treni del metrò e il Comune si appresta a prelevare 55 milioni di riserve e quasi certamente a tagliare il contratto di servizio compiendo una scelta sbagliata soprattutto con l'approssimarsi dell'Expo». E quindi «non vorremmo - chiosa - che alla fine qualcuno, anche in questa giunta, ci venisse a dire che la responsabilità è dei lavoratori che costano troppo. I lavoratori hanno già fatto accordi orientati al miglioramento della produttività in tutti i comparti. Infine bisogna decidersi. Non potete raccontarci un giorno che per migliorare i servizi ai cittadini bisogna aprire alla concorrenza facendo vere gare su Milano e il giorno dopo dichiarare di voler fondere Atm e Trenord, creando una mega azienda completamente pubblica. Forse è il caso che il sindaco intervenga a ristabilire un clima più pacato». Secondo il sindacalista è necessario ora più che mai tra difficoltà di Bilancio e Expo «un atteggiamento costruttivo soprattutto da parte di chi ricopre incarichi istituzionali. Le difficoltà legate al finanziamento del trasporto sono reali anche se ci si dimentica, quando si fanno i confronti con le altre realtà italiane, che a Milano gli introiti da biglietti e abbonamenti li prende il Comune».