Anche l'Ottagono torna a risplendere

Ora è la volta del secondo dei quattro mosaici dell'ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II e dei due aquilotti decorativi, «catturati» dalle attenzioni dei restauratori che portano a risplendere il salotto dei milanesi. I lavori sono iniziati l'altra sera e procederanno per i prossimi giorni dalle 22 ale 6 del mattino.
«Un milione e mezzo di euro è stato appaltato nel periodo 2012 - 2013, e per settembre subentrerà un altro milione e mezzo, perché vogliamo procedere con giusta attenzione e celerità. La Galleria non dovrà più mostrare l'incuria di un abbandono» spiega Carmela Rozza, assessore ai Lavori pubblici. I delicati «colpi di mano» dati dai tecnici specializzati, che lavorano a 50 metri d'altezza tanto che la gente si ferma a guardarli, sono possibili grazie ad una piattaforma area munita di cestello. Ritorneranno alla loro primigenia bellezza le lunette dei quattro continenti: Asia, Africa, Europa e America. L'attuale interessata è l'Asia collocata sull'angolo via Foscolo - piazza della Scala, sopra il negozio di Louis Vuitton, per la quale verranno adottate le stesse procedure tecniche che hanno riguardato l'Africa. Annerita dal particello atmosferico, depositatosi sulla superficie della bellezza artistica realizzata a mosaico, la lunetta verrà ripulite con dovizia certosina.
Prima saranno rimosse le polveri, il terriccio e il guano attraverso morbidi pennelli, spazzole e aspiratore. Seguiranno le spugne e quindi le spazzole in fibra naturale. Le fessure saranno chiuse con materiale sigillante. Le aquile di cemento decorativo saranno dapprima liberate dai depositi, quindi saranno oggetto di una disinfestazione localizzata e di una pulitura a base di impacchi. Una velatura con tinta a calce e terre coloranti costituisce l'operazione conclusiva.
Le lunette della Galleria furono dipinte da quattro artisti: il Casnedi, autore dell'Africa, il Pagliano dell'America, il Giuliano dell'Europa e il Pietrasanta dell'Asia. Nel 1921 i dipinti vennero sostituiti dai mosaici. Alla fine del restauro saranno rimessi a nuovo 13.500 metri quadrati di superficie, 330 cornici, 88 vetrine, risultato previsto per aprile 2015, ovvero un mese prima di Expo. Per garantire velocità d'esecuzione e continuo passaggio di visitatori è stata realizzata una macchina d'avanguardia: un ponteggio mobile su binari.
«Il resaturo procede secondo i tempi stabiliti. Piace a milanesi e vistatori» dice Carmela Rozza. Il 21 maggio scorso è ritornato a risplendere il mosaico dell'America. Il ponteggio è stato spostato dall'America all'Asia tramite una leva idraulica azionata manualmente. Il movimento è stato reso possibile grazie ad un team di venti persone, con una velocità da 2 ai 5 metri all'ora. Tutto avanza sotto gli occhi della Sopritendenza ai beni culturali. Il ponteggio mobile, sopra quattro piloni alti sei metri, è dotato di una piattoforma da cui partono due ponteggi tradizionali alti venti metri.