«Ancora sindaco» Quelle avances interessate dei Dem a Pisapia

Garbato, ma arriva l'ultimatum del Pd a Giuliano Pisapia. «Se il sindaco decidesse di ricandidarsi alla guida della città nel 2016, sarà il candidato del centrosinistra senza bisogno di passare per le primarie». Questa l'opinione espressa dal segretario lombardo del Pd Alessandro Alfieri all'inaugurazione ieri mattina della nuova sede regionale del partito in via Pirelli 11, zona stazione Centrale. Un trasloco dovuto alla spending review, dopo il taglio dei rimborsi ai partiti, qui i Democratici risparmieranno la metà sull'affitto rispetto alla vecchia sede. Tutti con Pisapia, dunque, se lui sciglierà le riserve sul bis non dovrà confrontarsi alle urne con altri aspiranti alla poltrona alta di Palazzo Marino. Se, appunto. E il tentennare del sindaco sta stancando i Democratici. Se Pisapia si tirerà indietro - ipotesi su cui parecchi, nell'ala renziana e non solo, fanno il tifo nonostante le pubbliche smentite - il Pd non vuole gestire un piano b in pochi mesi, e rincorrendo eventualmente il centrodestra. Quindi, il sindaco arancione ha solo tre mesi per decidere. «Si sta costruendo il percorso insieme a Pisapia - ha proseguito infatti Alfieri nel suo ragionamento -, in primavera ci sarà un ulteriore passaggio. Se vorrà, sarà lui il candidato, se non ci sarà, partirà il percorso per la costruzione delle primarie, siamo pronti ad affrontare diverse opzioni». Il segretario conferma l'ipotesi di ospitare nel 2015 la festa nazionale del Pd a Milano, si parlò di piazza Gae Aulenti: «Nei primi mesi del 2015 deciderà la segreteria nazionale». Il coordinatore cittadino di Fi Giulio Gallera domanda se «oltre a progettare elezioni la sinistra voglia fare qualcosa anche per Milano. Ha passato due anni a cantare la rivoluzione arancione, ora si dedica alla costruzione “serena“ delle primarie».