Animali in ospedale con i bambini per aiutarli a guarire

A pediatria i pazienti possono farsi portare il cane o il gatto Bernardo: «Questa è la loro casa»

I due conigli Aspirina e Gianduia, così chiamati da un bambino, vivono nel giardino dedicato a Vanessa Valerioti, adiacente al dipartimento materno-infantile dell'azienda ospedaliera Fatebenefratelli. Conigli in un ospedale? Quasi come in una fiaba di Beatrix Potter. Però: ci sono anche cani e gatti, perché il reparto milanese è il primo in Italia ad accettare che i piccoli degenti possano riabbracciare per qualche ora l'amichetto di casa.

«Casa: questo è lo scopo. Se l'ospedale deve essere a misura d'uomo, e soprattutto di bambino, è indispensabile che infonda il senso d'accoglienza di una dimora, per questo abbiamo voluto che un piccolo potesse passare qualche ora con il proprio animale, sperando che sia un esempio per i reparti di tutta Italia» racconta il professor Luca Bernardo, direttore della degenza infantile.

«Il Fatebenefratelli fa da apripista a livello nazionale - ha notato con soddisfazione l'onorevole Michela Vittoria Brambilla, che ha tenuto a battesimo il giardino - È un dono prezioso per i baby ammalati poter stare con gli amichetti pelosi. Attendo che la mia proposta di legge sul riconoscimento medico della pet therapy venga approvata dal parlamento». I bambini scendono i pochi gradini che separano il giardino dal reparto e giocano con il cane, il gatto, il criceto o il pappagallo. Oltre a questo potranno godere di un servizio di terapia con gli animali tenuto dalla psicologa Beatrice Garzotto dell'associazione Frida's Friends.

È materia di studio il beneficio apportato da un animale sulla malattia. In America c'è il gatto Oscar che vive tra i corridoi di una clinica e stabilisce un rapporto con i pazienti, in questo caso adulti. D'altro canto se gli Egiziani, conoscitori delle energie psicofisiche della natura, e non solo, avevano divinizzato il gatto, un motivo ci sarà. In ogni caso, il fatto che sia consentito a dei bambini provenienti da tutta Europa, essendo il Fatebenefratelli conosciuto per la valenza delle sue cure, di ricevere le visite dei loro quattrozampe è senza dubbio un'apertura nel cammino della conoscenza uomo e animale. «Questo reciproco amore infonde sollievo ai pazienti. Il nostro reparto è noto per essere uno spazio abbellito da opere d'arte, con questa operazione abbiamo dato più valore allo spirito di ospitalità» ha sottolineato il dottor Giovanni Michiara, direttore generale dell'azienda ospedaliera.

La dottoressa Donata Berger ha lodato la somiglianza tra una casa che medica e «una casetta degli animali che ristora dando gioia», mentre Mario Colombo, presidente della onlus Frida's Friends, ha notato come il giardino del Fatebenefratelli «sia un forte passo avanti, anche se c'è ancora molto da fare. Noi viviamo in un paese in cui attualmente posso entrare in un ospedale con un cane per fare star meglio un bambino, poi esco e lo stesso cane non può stare in un bar». Non molliamo: in questo momento un piccolo paziente sorride perché sta toccando il suo micio.