Animalisti contro Sala per i botti di capodanno

«Il sindaco ci ripensi. Se non vieta di petardi di San Silvestro si compie un passo indietro»

Elena Gaiardoni

A Capodanno non accendere un botto, ma datti una botta di vita! Vietare gli «scoppi» di San Silvestro era stata vista negli anni scorsi come una conquista di civiltà. Il fatto che ora il sindaco Beppe Sala sia intenzionato a restringere il divieto solo a piazza Duomo ha suscitato un coro di «No! Non possiamo tornare indietro. Sala ripensaci» da parte soprattutto degli animalisti.

«Non che gli uomini traggano vantaggio da questa usanza - ricorda Gialunca Comazzi, capogruppo di Forza Italia in Comune - Due anni fa un bambino perse una mano, ma evidentemente ci dimentichiamo subito dei fatti che invece dovrebbero servire da insegnamento per molto tempo».

Il dibattito tra favorevoli e contrari è aperto. A che pro consentire lo scoppio di petardi? Chi ci guadagna alla fine? Forse non il benessere dei cittadini, visto che l'inquinamento acustico è un continuo attentato contro la salute e tanto meno quello dei nostri quattrozampe che subiscono addirittura stati di panico e shock assai pesanti. «È in aumento il numero dei Comuni che vietano l'utilizzo di «botti» a San Silvestro. Invito l'associazione nazionale dei Comuni italiani a diffondere tra tutti il buon esempio, per non ritrovarci l'1 gennaio con il solito bollettino di guerra che riguarda sia uomini che animali» dice Michela Vittoria Brambilla, deputato di Fi e presidente della Leidaa (Lega nazionale difesa animali e ambiente)». In alcune città le multe arrivano anche a 500 euro. Lorenzo Croce dell'Aidaa (Associazione nazionale difesa animali e ambiente) ricorda che nello scorso 31 dicembre i feriti furono «cinque: ferite lievi, ma solo perché ci fu di mezzo la fortuna. Non credo che la decisione di Sala di non firmare l'ordinanza che vieta i botti sia dettata dal buon senso, ma dal fatto che non sarebbe in grado di farla rispettare». Il pericolo c'è, soprattutto per i più giovani che comperano prodotti cinesi non sempre di buona fattura.