Gli animalisti ne approfittano per contestareIl sit-in

Ad alzare i toni della polemica ci si mettono pure gli animalisti. Che cavalcano l'onda mediatica sul caso Dolce & Gabbana e si mettono a protestare di fronte alle boutique dei due stilisti, chiuse per tre giorni per «lo sciopero per indignazione» indetto contro il Comune di Milano.
È il momento giusto per agire. Se Palazzo Marino dà contro alla casa di moda e condanna Domenico Dolce e Stefano Gabbana tacciandoli come evasori fiscali prima della sentenza dei giudici, allora perché non rincarare la dose con la protesta animalista, che va sempre benone? Questione di «marketing ambientalista». Ieri mattina cinque persone hanno attaccato sulle vetrine un lungo striscione con scritto «Indignazione è solo per gli animali che avete ucciso. Dolce e Gabbana vergogna». Nel mirino i capi animalier che la casa di moda ha rilanciato, ricalcando alcune collezioni del passato.
Già mesi fa gli ambientalisti avevano protestato contro D&G per la tecnica che gli stilisti avrebbero userebbero per scolorire i jeans. La tecnica per il lavaggio, in base alle accuse dei paladini dell'ambiente, sarebbe dannosa per la salute.