Un anno fa scendeva in politica Luci e ombre del super manager

Dalle ville dimenticate al piano periferie: i due volti di Sala

Un anno e un giorno fa, Beppe Sala scendeva in politica. Ufficialmente, perchè l'ex commissario era stato catapultato nel gioco del toto-nomi già nell'estate del 2015, a Expo ancora in corso. Ma il 22 dicembre ufficializzo con un'intervista la corsa alle primarie del Pd e il giorno dopo riunì la stampa e i (primi) supporter al teatro Franco Parenti per il lancio della candidatura.

Per due mesi ha incassato - e restituito veleni dagli avversari, l'ex vicesindaco Francesca Balzani, supportata da Giuliano Pisapia e dall'architetto Stefano Boeri, che oggi sta progettando il futuro degli scali ferroviari per conto di Fs (e della giunta Sala) e l'ex assessore dem Pierfrancesco Majorino che invece è stato riconfermato sulla poltrona del Welfare. Una campagna centrata sui conti poco trasparenti di Expo e sulla liason tra Sala e il mondo di Cl e Ncd (persino il simbolo della lista richiamava quello del partito di Alfano).

La coda delle primarie e (dopo la vittoria) lo scontro contro il competitor del centrodestra Stefano Parisi sono state connotate invece dalle «dimenticanze» di Sala, anche in questi giorni l'immagine del manager distratto è tornata alla ribalta dopo la notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati per un documento retrodatato relativo all'appalto sulla Pistra di Expo. «Da commissario ho firmato centinaia di documenti, quello che mi viene contestato non me lo ricordo, devo fare chiarezza» ha spiegato venerdì scorso ai capigruppo di maggioranza e opposizione prima di autosospendersi dalla carica. E durante i mesi di Expo, come è emerso durante la campagna, si era scordato di dichiarare una casa in Engadina, vicino a St Moritz, altre proprietà in Romana, una partecipazione azionaria in Puglia. Distrazione che potevano costargli l'elezione: il Movimento 5 Stelle ha presentato ricorso al Tar - bocciato - sull'ineleggibilità, un altro ricorso fotocopia pende ancora in tribunale. Per non contare le polemiche sulla villa di Zoagli, in Liguria, disegnata dall'archistar di Expo Michele De Lucchi.

Ma lunedì, da sindaco «sospeso» Sala ha anche festeggiato i primi sei mesi di mandato. Con qualche bel colpo segnato in porta. Ha richiamato e ottenuto (nonostante le resistene della sinistra) i militari in città, ha sospeso il pasticciato bando moschee ereditato dalla giunta Pisapia, è riuscito in due mesi a riaprire il tavolo con Fs per il recupero degli ex scali ferroviari, grazie ad un patto tra Pd e centrodestra. Ha presentato un piano per le periferie da 296 milioni di euro, ma buona parte dei fondi sono stati promessi dall'ex premier Matteo Renzi con il Patto per Milano. Ora dovrà farsi sentire dal neo presidente Gentiloni.

ChiCa