Gli antagonisti all'attacco: undici agenti feriti in Regione

Con la scusa della manifestazione gli studenti assaltano il Pirellone Scontri con le forze dell'ordine. Condanna unanime delle violenze

Con un velleitario assalto al Pirellone, il corteo degli studenti è riuscito a rubare la scena Cgil e Uil. Provocando le cariche della polizia, concluse con una ventina di contusi, ma anche delle forze politiche e sindacali che hanno stigmatizzato le provocazione. «Violenze che non hanno a che fare con noi» stigmatizza la Cgil. «Mi auguro un rapido intervento della magistratura» ribadisce il Governatore Maroni.

Che non sarebbe stata una mattinata tranquilla era subito chiaro, anche perché tra sgomberi a Milano e «Job's act»a Roma, l'area antagonista è da tempo sul sentiero di guerra, decisa a trasformare in guerriglia ogni occasione. Così ha fatto domenica alla Scala, così ha fatto ieri e così probabilmente anche oggi pomeriggio in occasione della manifestazione in commemorazione della strage di piazza Fontana. E difatti già al «pronti via» il corteo, circa 2mila studenti e antagonisti, partito alle 10 da Cairoli si impianta in via Senato. Una ragazzina scrive su un muro un insulto contro l'ispettore Filippo Raciti ucciso dagli ultra catanesi nel febbraio del 2007. La Digos cerca di allontanarla, lei risponde «Un momento, sto finendo» e così viene portata via. E parte la sceneggiata: «Mi stanno picchiando» urla, facendo fare dietro fronte al corteo. Si rischia lo scontro, poi la polizia per evitare la guerra la lascia andare.

Non è un bell'inizio infatti dopo una tranquilla passeggiata di un'oretta arriviamo davanti al Pirellone dove una ventina di ragazzi del centro sociale Zam, vestiti da Babbo Natale, lancia ironici pacchi regalo oltre la cancellata. La Digos lascia fare poi i ragazzi iniziano a scavalcare e scoppia la «guerra». Un primo contingente carica gli «Zam», volano legnate e subito si fanno sotto i «cugini» del Cantiere. Altra carica. Gli antagonisti arretrano, partono i soliti lanci bottiglie, sassi, petardi. Nuova carica e nuove randellate. I centri sociali arretrano ulteriormente e riprendono i lanci. Questa volta la polizia evita il contatto e risponde con una mezza dozzina di candelotti lacrimogeni. Piangono e scappano tutti. Agenti compresi. Ma almeno lo scontro ha fine. I ragazzi si ricompongono e ripartono in corteo. La questura li fa passare, anche per portarli lontano dall'affollata stazione Centrale. Così la manifestazione finisce nello slargo tra via Sassetti e via Melchiorre Gioia, dove completamente circondati da polizia e carabinieri, improvvisano la solita tracotante assemblea per lanciare minacce al mondo intero. Mentre la tensione lentamente si stempera, si traccia un bilancio della mattinata: contusi 5 manifestanti, 5 carabinieri, 6 poliziotti, scritte su muri e vetrate di banche, danneggiati cancello, transenne e neon del Pirellone,

Ferme condanne arrivano dal mondo politico e sindacale. «Gli episodi di violenza non sono associabili ai nostri pacifici cortei» attacca la Cgil. «Chi usa violenza è solo da compatire e da perseguire legalmente. Mi auguro che la magistratura agisca presto conto questi che sono veri e propri delinquenti» ribadisce il Governatore Roberto Maroni.