"Antigone" prima nazionale oggi al Litta. Sofocle rivisitato in nome dell'attualità

Da stasera la tragedia greca sul contrasto fra leggi dello Stato e di natura

La geometria del potere non risparmia nessuno. Tutti gli uomini si scoprono letteralmente nudi e indifendibili di fronte ad esso. Questo teorema è confermato da uno dei classici dell'antichità greca. Opera Antigone, tratto dalla tragedia di Sofocle è in scena da stasera a domenica al teatro Litta con repliche ogni sera alle 20.30 e lo spettacolo pomeridiano alle 16.30 dell'ultimo giorno. Biglietti a 24 euro oltre ai diritti di prevendita, ridotti a 12, acquistabili sia in biglietteria sia sul sito mtmteatro.it.

Eteocle e Polinice, figli di Edipo, si scontrano per conquistare il trono di Tebe ma entrambi muoiono. Creonte, il re designato, ordina però che solo il primo sia seppellito, ma Antigone, promessa nuora del sovrano, trasgredisce onorando la sepoltura del fratello. Il re la condanna alla reclusione eterna e si convince a liberarla solo in seguito alle nefaste profezie dell'indovino Tiresia. Quando Creonte ordina di farla uscire dalla cella, la donna si è già impiccata ed Emone, promesso sposo di Antigone e figlio del re tenta di uccidere il padre per poi darsi la morte sul corpo della fidanzata.

Antigone, insomma, cerca di far rispettare le leggi non scritte della natura in contrasto con il volere di Creonte deciso invece ad imporre la forza dello Stato e della legge. La regia di Francesco Leschiera - che guida un cast composto da Ettore Distasio, Ermanno Rovella, Giulia Pes, Andrea Magnelli e Veronica Franzosi - ha contaminato l'opera principale con linguaggi che hanno amplificato gli spaccati di umanità già presenti nella tragedia di Sofocle, ma in misura laterale rispetto al tema centrale. In tal modo il conflitto indelebile tra l'esercizio del potere e il dramma dell'uomo, oggetto di barbarie e violenze, supera qualsiasi collocazione temporale e contestuale. Soltanto così si conferma l'attualità e l'atemporalità del tema sofocleo.