Da Antonacci a Verdi Milano si ferma a cantare

È «la musica che gira intorno» come canterebbe Ivano Fossati. Quella che, forse, invece avrà futuro a Milano per Expo, come ha promesso il Comune visto il successo che hanno avuto ieri le esibizioni di Biagio Antonacci in piazza Mercanti e l'orchestra Verdi in via Manzoni. Musica per tutti. Musica a sorpresa. È andata proprio così ieri a Milano dove a sorpresa sono risuonate le note pop di Biagio Antonacci in piazza Mercanti mentre poco più in là, sotto le finestre del Grand Hotel et de Milan, dove visse gli ultimi anni della sua vita Giusepppe Verdi, un'intera e vera orchestra ha intonato le arie più famose delle sue opere per chiudere in bellezza il bicentenario della nascita del compositore.
La città ha cantato. E ha apprezzato. Sono state diverse centinaia le fans che hanno acclamato Antonacci e un migliaio addirittura anche i milanesi che non si sono persi i cori della Verdi in via Manzoni. Con tanto di bis finale acclamato a gran voce.
Antonacci l'aveva annunciato su Facebooh, un post di poche righe che recitava più o meno così: «Domani all'aperto, in Piazza Mercanti, con pochi strumenti e pochi amici musicisti, farò musica... canterò qualche mia canzone... per onorare la magia dell'Arte e degli Artisti di strada !!! Funziona solo se stiamo insieme!». Puntuali alle 15.30 sono partite le note della canzone «Sognami» e tutta la piazza gremita di gente si è messa a cantare con lui. In mattinata un «flashmob» musicale dedicato a Giuseppe Verdi aveva riempito la via a fianco dell'albergo dove visse il compositore di Busseto. A organizzare l'happening - che ha attirato l'attenzione di un migliaio di passanti - è stata la fondazione Orchestra sinfonica Verdi di Milano con il Grand Hotel et de Milan e il patrocinio del Comune. In via Croce Rossa 55 coristi della Verdi, diretti da Erina Gambarini, accompagnati al pianoforte, hanno intonato alcune delle arie più famose delle opere di Verdi (come «Noi siamo zingarelle» dalla Traviata e il coro dei gitani del Trovatore). E durante l'esibizione dal balcone della stanza di Giuseppe Verdi al Grand Hotel et de Milan è uscito il tenore Francesco Torrisi a cantare «Esultate!», come fece Francesco Tamagno il 5 febbraio 1887, dopo il trionfo della prima dell'Otello. Il flashmob è stato talmente gradito che il coro ha dovuto ricominciare per tre volte «O signore del tetto natio» dai Lombardi alla prima crociata e per due volte «Va', pensiero» dal Nabucco.
Insomma un successo. «Stiamo pensando, in vista di Expo 2015, a una serie di appuntamenti per tutti gli amanti della lirica e a itinerari artistico culturali che colleghino i luoghi più cari in città al maestro di Busseto - ha annunciato l'assessore al Commercio Franco D'Alfonso -. Dal Grand Hotel et de Milan, dove soggiornò e morì, passando per la Casa degli artisti fino all'Archivio Ricordi, che conserva i manoscritti originali».