Anziani, a Milano le rette più care

Milano ha le rette più care della Regione e un nonnino ricoverato in una struttura in città costa in media 74,3 euro al giorno contro i 55,4 euro di un anziano assistito in una cittadina di provincia. Il Comune copre una buona parte della cifra: 58 euro al giorno. Di più al momento non può fare, nonostante le richieste delle case di riposo. Ad oggi si spendono 16mila euro all'anno per ognuno dei circa 3.800 degenti ma si sta pensando di tagliare il fondo di 70 milioni (la parte più consistente del Welfare comunale) per la copertura delle rette e per i costi di gestione.
Si ipotizza anche di ridurre i posti a regime convenzionato, aiutando solo chi ha più bisogno.
I tecnici del Comune e della Regione sono al lavoro per capire come abbassare i costi. Bisogna capire come mai tanta discrepanza rispetto al resto della regione e come correggere il tiro. Discrepanza che riguarda costi ma anche posti: il numero delle Rsa in città è al di sotto della media regionale (57 strutture su 650 in tutta la Lombardia, per 7.895 posti accreditati a fronte dei 58mila regionali). Tuttavia la «saturazione» dei posti non supera l'85%, mentre nel resto della Regione raggiunge il 95%. In flessione anche le domande a Milano: erano 1.300 all'anno nel 2006, sono 1.026 oggi. «Occorre rivedere la spesa - chiede il presidente della commissione Politiche sociali Marco Cormio del Pd (nella foto) - e le quote di copertura da parte di Comune e Regione, visto che per gli anziani servono sempre più di servizi di tipo sanitario e meno sociale. Serve una riqualificazione della spesa: quasi 70 milioni di euro all'anno rappresentano la spesa più importante sostenuta per gli anziani, serve una riflessione». Una «revisione» già avviata da parte della Regione, ha spiegato il direttore generale dell'assessorato regionale alla Famiglia Giavanni Daverio: «Si sta concludendo un lavoro di verifica sui costi standard delle strutture. Ne sono state prese in considerazione 30, di diverse dimensioni, e stanno già emergendo dati importanti, come il fatto che le Rsa più efficienti sono quelle di medie dimensioni da 60-120 posti. È stato notato anche che il 25% delle spese sono di carattere generale, come ad esempio il costo di affitto degli edifici, e non è corretto che questo tipo di costi, di rischio d'impresa, siano scaricati sulle rette degli utenti». Una «riflessione» secondo Cormio, ancora «più urgente, considerando che secondo le proiezioni nel 2020 gli ultra 85enni di Milano passeranno da 46mila a 63mila».