Anziano difende un ragazzo Picchiato, ora è in fin di vita

Un 63enne ha tentato di impedire una rapina in strada a un giovane straniero L'uomo è stato aggredito e preso a pugni: ha battuto la testa cadendo a terra

Paola Fucilieri

Rischia di morire. E non si tratta di un pericolo remoto, anche se i medici fortunatamente qualche speranza ai parenti l'hanno lasciata. Il fatto eccezionale che riguarda il milanese di 63 anni di cui vogliamo parlarvi è un altro: che stia rischiando la vita nel suo letto di ospedale per aver difeso, anche se un po' alticcio, un romeno 25enne da un altro romeno, sui trenta, che gli aveva appena scippato il cellulare. Il balordo ha reagito a quell'uomo non più giovane che voleva impedire la rapina. E dopo aver scansato con forza il connazionale, si è avventato sull'italiano con un pugno nel quale ha messo tanta forza da farlo cadere a terra e battere la testa con violenza sull'asfalto.

Storie di strada, commenterà qualcuno; cose che possono succedere in via Padova, dopo la mezzanotte, se ti metti a parlare mezzo ubriaco, in strada, e tieni in mano, magari gesticolando senza badare a chi ti passa accanto, un cellulare ultimo modello. Dall'altra parte c'è già chi parla di periferia abbandonata, anche se le «Volanti» dell'Upg (Ufficio prevenzione generale, sono intervenute nell'immediato. All'inizio, infatti, poco dopo l'arrivo della polizia sul posto, sembrava fosse finita lì: l'italiano era stato trasportato al San Raffaele ancora in sé, in codice giallo, con un trauma cranico. Più tardi però le sue condizioni si sono aggravate parecchio e sulla superficie del cervello dell'uomo si è creato un coagulo di sangue, tecnicamente chiamato «ematoma subdurale». Un versamento di sangue a livello cerebrale, difficilissimo da riassorbire, al punto che il poveretto è svenuto e non si è più ripreso, è stato ricoverato in rianimazione e ora, dopo tanta abnegazione e altruismo - e un'operazione che ieri è durata molte ore - potrebbe non farcela.

Il fatto è accaduto poco dopo la mezzanotte di martedì. L'italiano e il romeno erano in mezzo alla strada, davanti a un negozio ed entrambi, come si dice in gergo, avevano «sbevazzato». In realtà, infatti, gli investigatori della Mobile - che ora stanno facendo controlli su diversi romeni nella zona di via Padova - non sanno dire se i due fossero amici nel senso stretto del termine o si fossero appena conosciuti, che non è da escludere. Il secondo romeno, invece, era di certo un conoscente del connazionale fermo a discorrere con l'italiano-compagno di bevuta. E ha scippato il telefonino all'amico dopo essersi fermato pure lui in mezzo alla strada e aver ingaggiato una discussione con lui. Dinnanzi al 63enne che difendeva il romeno cercando d'impedire la rapina, quindi, gli ha rifilato un pugno in faccia ed è scappato. Se l'italiano dovesse aggravarsi ulteriormente e non farcela, l'accusa per il romeno in fuga è senz'altro di omicidio.

«Abbiamo assistito a un atto di eroismo - ha dichiarato in merito alla vicenda Alessandro De Chirico, neoeletto consigliere Comunale di Forza Italia - da cui dobbiamo tenere lontana ogni speculazione politica».

«È l'ennesimo gravissimo caso di criminalità che coinvolge questo quartiere» commenta invece Silvia Sardone, anche lei neoeletta in Comune per FI.