Un aperitivo domenicale con i ritmi del mondo

Parte domenica la 31esima edizione del festival dedicato ai grandi concerti Sul palco le contaminazioni di Yemen Blues. Undici date fino a marzo

Tutto è pronto per uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico dei musicofili, quelli appassionati dei ritmi del mondo, delle contaminazioni e della ricerca. Parliamo di «Aperitivo in concerto», la storica rassegna del Manzoni ideata da Fedele Confalonieri e con la direzione artistica dell'esperto Gianni Gualberto Morelenbaum. Giunto alla sua 31ma edizione, il festival vanta una tradizione e peculiarità assolute: concerti mattutini alla domenica e sul palco autori ed ensemble spesso inediti per l'Italia. Merito della costanza di Confalonieri e dell'esperienza internazionale di Gualberto che hanno stilato un programma di 11 date a partire da domenica prossima fino al 20 marzo. In cartellone due prime europee e nove prime italiane. A inaugurare la stagione questa domenica ci sarà Yemen Blues guidato dal cantante israeliano di origini yemenite Ravid Kalahani. Grazie alla collaborazione di grandi musicisti fra cui il celebre bassista Shanir Blumenkranz, Kalahani dà vita sul palco a brillanti contaminazioni fra tradizioni mediorientali, cultura ebraica, i ritmi africani del Falasha, il jazz, il funk, i ritmi latinoamericani afrocaraibici. Simbolo di questa edizione, e anche del Dna multiculturale di Aperitivo, sarà il ritorno del compositore David Amram, pianista e cornista, di cui restano celebri le collaborazioni con mostri sacri come Charles Mingus e Oscar Pettiford. Amram sarà sul palco del Manzoni il 28 febbraio. Dopo Yemen Blues, l'autunno caldo dei matinée continueràil 15 novembre con un'altra bannd d'eccezione, i Klezmerson capitanati da John Zorn. Anche in questo caso, è atteso un tripudio di connessioni tra le radici musicali ebraiche e le influenze latinoamericane, sempre in bilico tra jazz, rock e funk. Dopo le feste, appuntamento a tutto swing il 17 gennaio con l'Afro-Latin Jazz Octet guidato dal pianoforte di Arturo O'Farrill, di recente insignito del Grammy Award. E ancora, melodie haitiane a febbraio con il violinista e compositore Daniel Bernard Roumain, autore che ha collaborato con numerosi big del calibro di Matthew Shipp, Philip Glass, Ryuichi Sakamoto e Dj Spooky, mescolando le sue tradizioni a jazz, rock, hip hop, minimalismo e elettronica. Sul palco ad affiancare Roumain ci sarà la voce dell'affascinante Emeline Michel. Il viaggio attorno al mondo ddi questa affascinante rassegna toccherà anche la Turchia con il celebrato pianista Fazil Say (20 marzo), l'Ungheria, con il trombettista Frank London (24 gennaio) meglio conosciuto alpubblico internazionale come solista dei Klezmatics. Ritorno al jazz made in Usa il 22 novembre con la chitarra di Marc Ribot accompagnato dal basso di Jamaledeen Tacuma mentre, il 29 novembre l'Aperitivo ospiterà il recital jazz di Roger Kellaway, virtuoso pianista già collaboratore di Sonny Rollins, Barbra Streisand e Liza Minelli. A chiudere l'anno, dopo il Concerto di Natale con la cantante Ctherine Russell, sarà il pianoforte di Muhal Richard Abrams, uno dei padri della Great Black Music di Chicago.