Un «Aperitivo» samba per il Natale al Manzoni

Domani sul palco il quartetto del pianista Cesar Camargo Mariano La voce di Arisa al Dal Verme: «A Milano sono diventata grande»

Nel weekend musicale milanese, due appuntamenti si aprono a una dimensione live più sofisticata e raccolta, entrambi nel cuore della città. Il primo è il tradizionale appuntamento della domenica mattina al Teatro Manzoni con l'Aperitivo che domani presenta il suo concerto di Natale in concerto: alle ore 11 (ingresso 12 euro più prevendita info 800.914.350), in una prima e unica data italiana, è protagonista il César Camargo Mariano Quartet. L'ensemble guidato dal pianista che può ben essere considerato una leggenda della musica brasiliana ed è tra i padri illustri del samba-jazz e della bossanova, propone brani scelti da una carriera più che quarantennale.

Il secondo appuntamento è quello che vede protagonista Arisa. Per lei si tratta di una Milano andata e ritorno, senza mai scendere dal treno della musica. Dopo l'esordio del «Se Vedo Te» Tour in primavera al Teatro degli Arcimboldi, Arisa chiude il suo pellegrinaggio musicale stagionale al Teatro Dal Verme. Che Milano sia città d'elezione per lei non ci vuole molto a intuirlo: «Qui ho imparato come si comportano le ragazze grandi – ci scherza su la vincitrice dell'ultima edizione del Festival di Sanremo – Qui ho cantato per la prima volta nei locali notturni come il Loolapaloosa in corso Como, qui ho imparato a fare tardi la sera». Oggi, che è una delle star più brillanti della canzone italiana, Arisa non dimentica che a Milano si è fatta le spalle larghe d'artista, scrollando da esse l'ultima polvere di provincia. Che resta un luogo sicuro dove imparare a conoscersi e a coltivare le proprie passioni, ma poi l'urlo del proprio talento lo si deve cacciare sulla piazza grande. Attesa al Dal Verme questa sera (ore 21, ingresso 35-25 euro) per un concerto insieme a una folta band di collaboratori (Giuseppe Barbera al piano, Raffaele Rosati al basso, Giulio Proietti alla batteria e Francesco Bruni alla chitarra, con il suggestivo supporto degli archi dello Gnu Quartet), la cantante lucana ha intenzione di raccontare la propria parabola musicale partendo dai brani dell'ultimo album «Se Vedo Te», tra cui il vincitore di Sanremo «Controvento», aggiungendo i suoi successi del passato prossimo e una carrellata di cover italiane dal gusto retrò (come «Malamorenò», rivisitato in chiave reggae) fino ai più pop anni '80 (come la leggendaria «Cuccurucucu» di Franco Battiato). La spiegazione di un viaggio così colorito e variegato nei generi la dà in tutta semplicità la diretta interessata: «Resto un'interprete, non una cantautrice: quindi è naturale per me cercare di misurarmi con più generi e stili. Porsi limiti precisi può farti identificare meglio dal pubblico ma la tentazione di scalare la nota meno prevedibile è troppo irresistibile». Di questi tempi, Arisa è richiestissima - lei che ha fatto anche cinema e tv – come ospite nel piccolo schermo. Due giorni fa tra le guest star della grande finale di «X Factor», la cantante che esordì con il successo di «Sincerità» ha duettato con il concorrente sardo Marco e proprio a lui «e alla toscana Ilaria» aveva espresso le proprie preferenze di vittoria. La palma del «fattore X» è invece andata al siciliano Lorenzo «ma – specifica lei – il successo è tutt'altro che scontato, per tutti: ci vuole passione, costanza e parecchia fortuna».