Aperte cinque fermate lilla Inter-Chievo sarà in metrò

Viaggio inaugurale della linea che porta a San Siro Al taglio del nastro anche Galliani: «Come in Europa»

La prima partita «in metrò» sarà Inter-Chievo, domenica pomeriggio. Finalmente il popolo dei tifosi potrà raggiungere lo stadio con la linea lilla, alleggerendo una volta per tutte il traffico attorno a San Siro. E quindi anche quello di ingresso in città dalle autostrade. Ieri, giusto in tempo per Expo, sono state inaugurate cinque nuove fermate della M5: Domodossola, dove c'è la connessione con le Ferrovie Nord, Lotto, dove c'è la connessione con la linea rossa, Segesta, San Siro Ippodromo e San Siro stadio. Entro ottobre saranno inaugurate altre cinque fermate: Monumentale, Cenisio, Gerusalemme, Tre Torri e Portello.

«Abbiamo mantenuto un'altra promessa - commenta, fiero, il sindaco Giuliano Pisapia - È un successo della città, un successo di tutti, una bella notizia per Milano che rinasce e continua a migliorare». Expo a parte, oggi sono 50mila i milanesi che utilizzano ogni giorno della linea lilla M5. Diventeranno 75mila con le nuove stazioni. «I benefici di una nuova metrò come questa - sostiene Pisapia - rendono Milano più attrattiva per tutti: 15 milioni di spostamenti in auto in meno, centri nevralgici per la città collegati in pochi minuti, una viabilità più fluida».

«Ora il testimone - spiega l'assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran - passa alla linea M4. Chi abita vicino ai nuovi cantieri, visiti il nuovo San Siro e guardi come è migliorato il quartiere dopo la fine dei lavori».

Soddisfatto per lo stadio raggiungibile in metropolitana anche l'ad del Milan Adriano Galliani: «È meraviglioso poter raggiungere San Siro con i mezzi pubblici, come succede in Europa». «Ce l'abbiamo fatta - interviene il presidente di Atm, Bruno Rota - La rincorsa per arrivare entro il 30 aprile con la linea lilla pronta è stata vinta».

Resta un'ombra sulla metro nuova di pacca: quella della mobilitazione dei dipendenti Atm. Dopo lo sciopero dell'altro giorno, che ha paralizzato l'intera città, si teme un bis entro la metà di maggio, con Expo a pieni motori. A rimandare in tilt la città potrebbero essere le sigle sindacali minori, quelle che nemmeno siedono ai tavoli delle trattative. Rota tuttavia continua a credere nelle validità dell'accordo firmato con il Comune e con le principali sigle sindacali per rendere i sei mesi di Expo una «zona franca» immune da scioperi. Un accordo che ha messo a disposizione un pacchetto di soldi (ritenuto insufficiente) per coprire straordinari e turni. «I miei interlocutori - spiega - sono i membri delle Rsu eletti quattro mesi fa e rappresentativi dell'80% dei lavoratori. Evidentemente non è stata comunicato il contenuto dell'accordo ai lavoratori, ma non siamo certo noi azienda a dover girare nei depositi a spiegarlo. L'accordo che abbiamo stipulato è buono ma bisogna far capire anche ai lavoratori i punti per loro vantaggiosi».

Atm arriva comunque pronta al giorno zero di Expo. «Abbiamo tutti i numeri per reggere all'urto» assicura il numero uno di Foro Bonaparte. Entro la fine di maggio le assunzioni saranno in tutto 520 e nel giorno dell'inaugurazione, solo sulla linea rossa, le corse saranno incrementate del 53%.