Aprea: "Sempre più ragazzi lavorano per imparare". Apprendisti, in tre anni passati da 110 a 2.600

L'assessore regionale presenta il "modello Lombardia" agli Stati generali della formazione professionale. Rafforzata anche l'alternanza scuola - lavoro. E al governo dice: "Ci consenta di mantenere il nostro modello che produce risultati positivi

“Lavorare per imparare”, con questo messaggio l'assessore regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro, Valentina Aprea ha aperto i lavori della giornata dedicata agli Stati Generali della Formazione professionale lombarda, per presentare al Paese il "modello Lombardia": un sistema vincente che punta all’inserimento precoce dei giovani nel mondo del lavoro grazie all’alleanza tra istituzioni formative e imprese a vantaggio dell'occupazione.

Presenti anche i sottosegretari Gabriele Toccafondi (ministero dell'Istruzione) e Luigi Bobba (Ministero del Lavoro e delle Politiche); Delia Camapnelli, direttore dell'Ufficio scolastico regionale; Giovanni Brugnoli, vicepresidente Capitale Umano Confindustria e Ilaria Cavo, assessore all' Istruzione Formazione e Lavoro della Regione Liguria.

In Lombardia, infatti, le politiche attive per il lavoro si caratterizzano per efficienza e risultati. Si riesce a garantire ai giovani la possibilità di crescere con un percorso tecnico professionale di pari dignità di quello universitario grazie a una rete integrata di operatori pubblici e privati accreditati, pilastro fondamentale del modello lombardo.

“Oggi, - ha sottolineato l’assessore Aprea - con l'approvazione della Legge 30/2015, siamo capaci di assicurare ai giovani l'ingresso nel mondo del lavoro, non trascurando aspetti altrettanto importanti come l'innovazione, la digitalizzazione e l'internazionalizzazione. Si è consolidato - ha continuato l’assessore - un circolo virtuoso di incrocio fra domanda e offerta che ha portato oltre 13mila studenti a scegliere percorsi IePF (Istruzione e Formazione Professionale) per l'anno scolastico 2017/2018.

Una collaborazione che ha saputo avviare un meccanismo in grado di portato, molto più che in passato, gli enti di formazione lombardi ad avere il proprio focus nella formazione ai mestieri, rispondendo al fabbisogno del mercato del lavoro e quindi alle dinamiche territoriali imprenditoriali ed economiche.

In Lombardia le politiche attive per il lavoro si caratterizzano per efficienza e risultati. Si riesce a garantire ai giovani la possibilità di crescere con un percorso tecnico professionale con pari dignità di quello universitario grazie alla rete integrata di operatori pubblici e privati accreditati, pilastro fondamentale del modello lombardo.

“Ma il dato più significativo – ha detto ancora Valentina Aprea – e in controtendenza rispetto al dato nazionale, è stato l’incremento degli apprendisti che è passato dai 110 del 2013 ai 2.600 del 2016”.

Rafforzata anche l'alternanza scuola-lavoro che si attesta tra il 15 e il 50 per cento del monte ora complessivo del percorso triennale di qualifica. Alla formazione degli apprendisti è destinata una quota complessiva non inferiore al 5 per cento delle risorse complessive. "Alla fine dello scorso anno scolastico – ha aggiunto Aprea - 21.892 ragazzi hanno completato questi percorsi. In particolare 14.794 si sono qualificati e 7.098 si sono diplomati. Nel 2012/2013 erano 13.724".

"Il nostro scopo non è quello di fare i primi della classe o di incensarci. A noi interessa condividere il nostro modello di formazione professionale - ha poi sottolineato l'assessore - . L'errore è avere due sistemi divisi, che portano a paradossi ingiustificabili come quello della formazione di un assistente infermiere che deve studiare 7 anni. E' un prezzo economico e sociale che non ci possiamo permettere. Serve condividere il sistema. Chiedo anche a Cgil Cisl e Uil di farsi sentire, di esprimere la loro opinione in merito e chiedo al governo di consentirci il mantenimento del nostro modello che produce risultati inconfutabilmente positivi".

I veri protagonisti della giornata sono stati i tanti giovani apprendisti ai quali in questi anni si sono messe in campo le politiche attive delle Regione Lombardia a favore dell’occupazione che hanno mostrato a livello pratico ciò che hanno imparato in azienda e studiano a scuola.