Un aprile con il cappotto Temperature in picchiata

Tutto avrebbero immaginato i milanesi fuorché un «pesce d'aprile» così. Con il termometro che segna temperature più simili a quelle novembre che alle brezzoline della primavera. Con i piumini e i cappotti ancora addosso, le calze di lana e quel maglione in più che fa ancora piacere con le massime a sette gradi.
Dopo l'illusione di Pasqua, con una giornata di sole pieno e cielo terso, aprile è cominciato nel peggiore dei modi, con tanto di pioggerellina in stile londinese. Il ritornello, nei bar, negli uffici e per strada, è sempre lo stesso: «Basta, non se ne può più». Tutti hanno voglia della balla stagione e di fare il tanto agognato cambio-armadi. Anche i commercianti non vedono l'ora di battezzare la primavera: in vetrina hanno esposto maglionicini di cotone e capi a mezza manica già da un paio di settimane ma è raro che qualcuno azzardi qualche acquisto e gli scaffali cono ancora intonsi. «Con questo freddo nessuno ha voglia di provare abiti leggeri» ammette sconsolata una commessa.
Il freddo di Pasquetta ha fatto passare la voglia di gite fuori porta e pic nic sui prati ma ha indotto le famiglie a rinchiudersi nei cinema e nei bar in città, nemmeno si trattasse delle vacanze di Natale.
Le previsioni meteo non sono incoraggianti. E bisognerà avere pazienza per tutta la settimana per veder spuntare qualche raggio di sole. Nel prossimo fine settimana la situazione dovrebbe migliorare.
Il servizio meteorologico dell'Aeronautica militare comunica le previsioni del tempo sull'Italia per i prossimi giorni. Giovedì arriverà un'altra perturbazione da Ovest con molte nubi e piogge in giornata al Nord. Sott'acqua anche venerdì e sabato mattina. Poi dovrebbe arrivare un po' di tregua.
I ritardo le fioriture sui terrazzi. E grossi problemi per l'agricoltura. A detta della Coldiretti, ci sono ritardi nelle semine primaverili nei campi allagati dalle straordinarie precipitazioni di marzo che ha registrato in Italia una temperatura massima di 2,1 gradi inferiore alla media di riferimento nella seconda decade e che rischia di essere ricordato come il più freddo degli ultimi 50 anni in Europa. Un record di cui avremmo fatto volentieri a meno.