Area C, già 4mila ricorsi e ora arriva l’ingorgone

Ai tempi di Ecopass, gli uffici del Giudice di pace erano stati sommersi da fascicoli e scatoloni pieni di ricorsi. Pigne di cartelle accatastate sulle scrivanie e nei corridoi. Piano piano le pratiche sono state evase. Quasi tutte. Quelle ancora pendenti saranno definitivamente archiviate entro la fine di quest’anno.
Con Area C le cose non sembrano andare molto meglio. Dei 6.256 ricorsi arrivati da gennaio ad oggi, una grossa percentuale riguarda proprio le multe per l’accesso in centro. A spanne si potrebbe parlare di una valanga di oltre 4mila ricorsi. E il problema vero è che il grosso del lavoro non è ancora arrivato. Presumibilmente infatti i giudici di via Francesco Sforza non hanno ancora ricevuto lo zoccolo duro dei ricorsi, cioè le contestazioni alle multe degli ultimi mesi. E per di più, bisognerà fare i conti anche con l’effetto multe pazze. Cioè le sanzioni scattate in automatico, per un errore del cervellone di Area C, contro gli automobilisti che hanno deciso di pagare il ticket via Telepass. Un popolo di 2.300 persone. È vero che il Comune è già corso ai ripari ed ha garantito che quelle multe verranno annullate. Ma è anche vero tra le centinaia di notifiche, qualcuna verrà sottoposta all’esame del giudice di pace.
Non è finita. Ci sono anche gli errori nella catalogazione delle targhe, le auto dei disabili ingiustamente multate. E lo Tsunami di ricorsi pronto a levarsi dagli automobilisti sanzionati in piazzale Negrelli - in parte spronati dalla Lega Nord - contro i cartelli illeggibili o mal posizionati.
Paradossalmente, il lavoro per il giudice di pace ora sembra perfino calato: nei primi sei mesi del 2011 i ricorsi ammontavano a 8.258 e le sentenze erano state più di 12mila. Nell’epoca di Area C invece i ricorsi sono 6.256 e le sentenze 6.178 da gennaio ad oggi. Ovvio che l’effetto delle nuove regole di accesso al centro si farà sentire di più nella seconda metà dell’anno e all’inizio del 2013.
«Rispetto alla prima metà dello scorso anno - spiega il giudice di pace Vito Dattolico - abbiamo 2mila fascicoli in meno. Ma questo calo non è dovuto a un sistema più efficace di Area C rispetto a quello di Ecopass. A fare la differenza è semplicemente l’introduzione di un deterrente al ricorso. E cioè il pagamento del contributo unificato». È il bollo da 38 euro ad aver fatto calare il numero delle cartelle. E sarà il bollo a incidere sul numero dei ricorsi anti multe (che l’anno scorso sono stati 40mila). Ma non basta. E si può tranquillamente dire che l’effetto scatoloni negli uffici di via Sforza resterà sempre.
«In un anno - spiega Dattolico - siamo passati da 154 giudici a 88 e non sono previste integrazioni. Anzi, penso che alla fine dell’anno ci troveremo in sessanta». Tuttavia si spera in una maggiore attenzione alle regole da parte dei milanesi. È quella che Dattolico chiama «paura dell’invisibile» e cioè delle telecamere e dei controlli automatici che in città sono in ogni dove per registrare infrazioni e comportamenti poco sicuri. Alla lunga questo timore correggerà le abitudini inciderà positivamente anche sul numero di ricorsi. Sperano i giudici.
Bisogna vedere quale sarà la scelta dell’amministrazione. Ovviamente se si aggiungono sempre più telecamere, ztl, cartelli illeggibili o se si cambiano i sensi di marcia spesso e volentieri, allora i ricorsi resteranno sempre pile di cartelle capaci di sommergere le scrivanie.