Area occupata da 42 anni E le aziende ora scappano

In un parco di via Malaga abusivi dagli anni Settanta Ma comune e municipio non trovano una soluzione

Michelangelo Bonessa

La sua storia è il degrado. Occupata dagli anni Settanta da insediamenti abusivi, l'area tra via Malaga e via Bussola vive ancora gli stessi problemi. E anche chi vi ha impiantato attività è ormai allo stremo: «Nostro malgrado vi lasceremo una via ancora più abbandonata a se stessa - si sfoga un imprenditore del settore moda - e qualche disoccupato in più». Le risposte arrivate dal municipio 6 non convincono. E i disagi continuano: sgomberi e pulizie temporanee non lasciano il segno. Sparite le volanti e i mezzi Amsa l'accampamento si ricrea. Pochi giorni fa una delegazione composta da consiglieri municipali e comunali ha ispezionato lo spazio verde. Si cercano soluzioni che al momento restano fumose. Uno dei nodi cruciali della questione, ha detto il presidente del municipio 6 Santo Minniti (Pd), è la proprietà: «L'area risulta di una azienda in liquidazione da diversi anni, il che rende più difficili interventi diretti. Ad ogni modo, consci della gravità della situazione, stiamo approfondendo e aggiorneremo i cittadini appena possibile». L'altro nodo è l'atteggiamento con cui la politica locale affronta la questione: «In questi casi la sola soluzione è contrastare le condotte che causano danni al resto della cittadinanza, nel rispetto del principio che la libertà va garantita a ciascuno fintanto che non lede la libertà e il rispetto degli altri» precisa Minniti. Una risposta che non è piaciuta a chi vive e lavora in zona. Le lamentele arrivano da residenti e aziende, costrette per paradosso a ricevere i clienti in altre vie. Sottolineano come sia proprio chi rispetta le regole che viene penalizzato. Intanto le proteste continuano a suon di segnalazioni e fotografie: «Quest'angolo di via Bussola me lo ricordo così da sempre, da quando ho iniziato le elementari nel 1974 nella scuola di via Pestalozzi. È un'area abbandonata a se stessa, non si sa bene a chi appartenga, di certo non al Comune - racconta Marco Silingardi - Basterebbe un po' di buona volontà da parte di chi amministra. Chiunque capirebbe che venissero fatte le fognature, i marciapiedi, magari una bella rotonda e che venisse aperto alla viabilità anche il tratto di via Malaga che si congiunge con piazza Bilbao, sull'altro lato dell'Olona. Oltre a migliorare la viabilità non ci sarebbero più gli spazi che favoriscono insediamenti abusivi». Anche le attività produttive sono a un passo dal trasferimento: «Operiamo nella moda, abbiamo clienti e fornitori internazionali, non dico i commenti che riceviamo per questo biglietto da visita milanese - scrive Marco Mastrorilli - Vicino a noi un ufficio stampa internazionale: stessi problemi, sono costretti ad organizzare i loro meeting in altri locali per non accogliere le persone in via Bussola». E privati sono disponibili a sopperire alle mancanze di Palazzo Marino: «Possiamo accollarci le spese di messa in sicurezza, nel caso il Comune non avesse risorse».