«In via Arquà chiusi i piccoli negozi Ora questo è un quartiere a luci rosse»

Michelangelo Bonessa

Dal degrado si possono ricavare ottimi affari. Come comprare una casa di cinquanta metri quadrati per meno di 50mila euro. Una realtà quotidiana per alcuni edifici di via Padova e via Arquà. «Siamo pronti a vendere la nostra casa a un euro a quei politici che parlano di periferie - dice Renato, portinaio che vive in via Padova - basta che vengano qui ad abitare e si rendano conto di come ci si vive».

Di fianco al palazzo dove vive, uno dei tanti esempi dei problemi della zona: un bene confiscato alla mafia a cui mani ignote diedero fuoco poco tempo dopo l'intervento delle forze dell'ordine. È ancora lì, abbrustolito. Con la funzione di discarica e di water per trans e spacciatori. Le tubature sono rotte: lo scroscio di acqua che continua a scorrere da un tubo che spunta dal primo piano è la parte migliore. Se si guarda nel giardino posteriore si trova una discarica marcescente di cui ormai è difficile distinguere i componenti: la lunga macerazione e l'utilizzo come bagno pubblico l'hanno resa un unico blocco maleodorante.

«Ci siamo rassegnati - apre le braccia Renato - pagheremo noi, ma dobbiamo rimuovere i rifiuti ormai è un rischio per la salute». E non finisce qui: nelle vie intorno chiudono i piccoli negozi su strada per lasciare spazio a una riedizione particolare dei quartieri a luci rosse. I trans spostano le tendine invitando i passanti a entrare: «Guarda - indica Renato - lavorano sulle strade, ma stanno colonizzando i vecchi negozi e sembra che anche molti ristrutturino per farne delle abitazioni: ma se era un'attività commerciale perché ora è una casa?».

Ma la sensazione di essere in una terra di confine è molto forte: mentre un drappello di vigili sanziona auto e controlla un lato della strada, dall'altro i trans si riuniscono pronti a respingere qualsiasi assalto. Le istituzioni sembrano avere le mani legate, nel frattempo qualcuno conclude ottimi affari, forse confidando in una futura riqualificazione della zona. Non mancano infatti edifici liberty che con pochi lavori potrebbero diventare veri gioielli, così come sparuti esempi di palazzi di nuova costruzione che sembrano come fiori nel deserto. Intanto ai tanti problemi della zona si è aggiunta una discoteca dove spesso risse e accoltellamenti rendono le serate più pericolose. Per Renato e gli altri non resta che sperare che prima o poi la situazione migliori, ma la rassegnazione si sta facendo strada dopo tante promesse e resta solo un augurio: «Se almeno quelli che parlano di periferie ci abitassero».