Arrestati 5 autonomi: tra loro anche il figlio dell’ex di Prima Linea

Sono accusati di rapina e lesioni personali. Il 2 ottobre scorso, infatti, in via Festa del Perdono, all’Università Statale, minacciarono e picchiarono con calci e pugni alcuni studenti della cooperativa Cusl che chiedevano il pagamento di circa 800 fotocopie di volantini fatti fare proprio da loro, dagli anarchici. Così ieri mattina carabinieri del nucleo informativo e poliziotti della Digos e del reparto mobile sono entrati, senza troppi complimenti, nella sede del collettivo autonomo «Ringhiera» (ex «Laboratorio Zero») al Ticinese e hanno arrestato cinque giovani tra i 24 e i 20 anni. Il più noto - e l’unico ad essere finito a San Vittore perché già sottoposto a sorveglianza speciale - è Valerio Ferrandi, 24 anni, figlio di Mario, ex terrorista del gruppo di estrema sinistra Prima Linea. Ai domiciliari si trovano invece Paolo Polari, 20 anni; Marcelo Damian Marin Jara, 23 anni, nato in Ecuador ma di nazionalità italiana; Mattia Zonza, 20 anni; Martino Gualzetti, 21 anni. I primi due, al pari di Ferrandi, sono residenti a Milano. Zonza abita invece a Sesto San Giovanni e Gualzetti a Lecco.
Nei confronti di Ferrandi ci sono, a partire dal 2003, una serie di denunce per manifestazioni e presidi non autorizzati, come quello di pochi mesi fa a difesa del centro sociale Conchetta. A casa sua sono state trovate alcune mazze ferrate.
Polari era stato denunciato per aver scritto su un muro durante un corteo «-6», in riferimento ai paracadutisti italiani uccisi a Kabul nel settembre scorso. Tutti e cinque, comunque, hanno precedenti specifici per reati legati alle iniziative degli ambienti antagonisti (come il danneggiamento e l’occupazione) dei quali comunque - come hanno sottolineato i carabinieri - farebbero parte come «irregolari».
Per oggi, intanto, è previsto un presidio, a partire dalle 14, davanti al carcere di San Vittore. «Invitiamo tutti a partecipare domani al presidio, unendosi a quello già previsto per i fatti di Corelli» è il messaggio firmato dai «compagni degli arrestati» nel sito lombardo di Indymedia.