Arrestati 9 clandestini per il rogo in via Corelli

Nove clandestini a San Vittore più altri 47 trasferiti in diverse strutture del nord, quattro settori su cinque chiusi per sostituire gli arredi distrutti e ritenteggiare i muri. È il bilancio delle proteste al Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli, dove sabato e domenica gli «ospiti» hanno incendiato materassi e suppellettili. Senza tuttavia far trascendere gli incidenti in scontri con la polizia o tentativi di fuga. Pertanto, in attesa che il centro torni alla sua piena funzionalità, rimane aperto un solo settore con 28 persone ospitate.
Gli incidenti hanno per due giorni «incendiato», nel senso letterale del termine, il Cie, struttura nata nel 1998 con la legge Turco-Napolitano per accogliere 132 stranieri in attesa di identificazione ed espulsione. All'inizio erano previsti camerate per uomini, donne e transessuali. Poi qualche anno fa la Prefettura, da cui dipendono queste strutture, ha preferito chiudere il «femminile». La struttura, soprattutto dopo la progressiva apertura di centri in sud Italia, da tempo non è più al massimo della capienza. Prima che scoppiassero le proteste di questo fine settimana infatti gli ospiti erano 84.
Sabato i primi disordini, iniziati attorno alle 17 dagli ospiti dei settori B e C che hanno incendiato lenzuola, materassi, sedia e tavoli. In breve un fumo nero ha invaso i locali, obbligando il personale della Croce rossa, a cui è affidata la gestione quotidiana, a far uscire tutti. È intervenuta anche la polizia, che garantisce sempre un presidio fisso, senza però riuscire a individuare i piromani. I vigili del fuoco hanno poi spento l'incendio che, anche se modesta portata, ha costretto la Prefettura a chiudere i due settori e smistare i clandestini nei tre padiglioni rimasti intatti.
Domenica alle 13.30 si è replicato, ancora in fiamme letti, masserizie e arredi vari sei settori D ed E. Solita trafila, stranieri nel cortile, intervento delle forze dell'ordine, senza incidenti, poi quello dei vigili del fuoco per spegnere le fiamme. Dai filmati delle telecamere a circuito chiuso, questa volta la polizia è riuscita a individuare gli incendiari, nove per la precisione trasferiti subito a San Vittore. Si tratta di tre marocchini di 27, 30 e 32 anni, due senegalesi di 37 e 45, un brasiliano di 21, un cubano di 30, un peruviano di 32, un gabonese di 28. I reparti inagibili erano diventati quattro, per cui i 75 stranieri rimasti non potevano più essere trattenuti in via Corelli, senza problemi di coabitazione. Alla fine 28 quelli rimasti, 47 i trasferiti.

Commenti

paolodb

Mar, 10/09/2013 - 11:16

Forza toghe rosse, assolvete pure questi vostri fratelli musulmani.