Arriva UberPop (e tutti fanno i tassisti)

I tassisti avevano annunciato una presenza da «imbucati», e c'erano anche gli agenti della Digos e una squadra di vigili due giorni fa a sorvegliare il raduno degli autisti fai-da-te all'hotel Milanofiori di Assago. Segno che la tensione è alta. Nonostante la guerra delle auto bianche, Uber non lascia ma raddoppia. L'applicazione per smartphone con cui gli utenti possono chiamare un macchina con conducente come se fosse un taxi (con la differenza, contestata dalle auto pubbliche, che dovrebbero partire dall'autorimessa e non aspettare una chiamata per strada) da ieri permette di scegliere anche l'opzione «car sharing peer-to-peer», da punto a punto. Con il servizio UberPop, un cittadino può mettere a disposizione la propria auto e guida alla compagnia. Se si trova nei paraggi dell'utente che ha chiamato, lo preleva e lo porta a destinazione. Il costo per un passaggio è di 49 centesimi al minuto, Uber trattiene il 20%. Negli spot su Facebook che invitavano a iscriversi, si parlava di possibilità di guadagno fino a 100 euro al giorno, un modo facile per arrotondare in tempi di crisi. E al portale partners.uber.com centinaia hanno inviato la propria candidatura. Se la manager in Italia Benedetta Arese Lucini ha garantito che agli autisti selezionati sono state controllate non solo patente e assicurazione ma anche la fedina penale, e Uber coprirà ogni danno fuori dall'assicurazione, i tassisti protestano per «l'ennesimo sistema di concorrenza sleale, è un servizio di taxi abusivo mascherato». É l'accusa di Raffaele Grassi, presidente del Satam e anche consigliere di Valori per l'Italia. Torna alla carica, come aveva fatto prontamente contro Uber, il centrodestra, da Forza Italia a Fdi. Ma questa volta anche l'assessore ai Trasporti Piefrancesco Maran e Marco Granelli, partiti in ritardo con le contestazioni e i controlli su Uber conducente, questa volta attaccano subito la formula «Pop». E mettono in guardia chi si improvvisa tassista. É «un progetto irresponsabile - affermano - Bisogna distinguere in modo chiaro un'organizzazione di car pooling che porta a un'equa condivisione delle spese tra i passeggeri anche tramite app (come BlaBlaCar) da iniziative a fini di lucro (sia per la app, sia per l'autista). Sono un'evidente violazione delle leggi in corso». UberPop «espone quanti decideranno di farsi pagare come tassisti abusivi alla confisca del veicolo, a una multa da 1.761 a 7.045 euro e alla sospensione della patente da 4 a 12 mesi». Gli assessori chiedono l'intervento del ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi: «Riceva l'Anci e si confronti sulle possibili soluzioni, perchè le leggi non affrontano il tema delle nuove tecnologie e non proteggono più i diritti di chi eroga il servizio pubblico. Vanno bilanciate innovazione e rispetto delle regole». Ma più della multinazionale, «rischia di pagarla chi, con l'illusione di guadagnare qualche euro , commette gravi violazioni».
Il deputato Ue Carlo Fidanza e il consigliere Fdi Riccardo De Corato approvano la richiesta di aiuto al governo «ma il Comune intanto inizi in autonomia la battaglia con controlli e sanzioni, troppo facile scaricare le responsabilità sempre su altri». Anche il coordinatore cittadino di Fi Giulio Gallera sprona il Comune ad affrontare «con forza e vigore» il tema dei «furbetti che cercano continuamente di aggirare le regole del trasporto con conducente».