Arrivano 85 milioni per le case popolari di via Lorenteggio

Patto tra Regione e Comune per ristrutturare oltre 2.600 abitazioni

Piccola rivoluzione urbanistica a Lorenteggio, con prove di larghe intese tra i palazzi della politica. Regione Lombardia, Comune di Milano e Aler sono uniti per ripensare e ricostruire il quartiere Lorenteggio, utilizzando risorse complessive per 85 milioni di euro. I lavori potrebbero iniziare nel 2016. È quanto prevede il «Protocollo d'intesa per l'avvio di progetti di sviluppo urbano sostenibile nell'area milanese», siglato a Palazzo Lombardia dagli assessori regionali alla Casa, Housing sociale, Fabrizio Sala, e all'Economia, Massimo Garavaglia, insieme al vice sindaco e assessore all'Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris, all'assessore all'Area metropolitana, Daniela Benelli, e al direttore generale dell'Aler Milano, Lorella Sossi.

Il quartiere Lorenteggio è composto da 2.667 unità immobiliari, 150 proprietari, e coinvolge una fetta di popolazione importante: circa 7mila persone. «Andiamo a unire le nostre forze per fare un investimento su un quartiere che richiede un intervento necessario e assolutamente innovativo» ha commentato l'assessore Sala.

Il Comune investirà 20 milioni di euro di risorse proprie e 5 milioni di euro provenienti dai PON Metro, i fondi del Piano operativo nazionale destinati alle grandi città. Spiega il vicesindaco e assessore all'Urbanistica e Edilizia privata, Ada Lucia De Cesaris: «Abbiamo fissato l'importante obiettivo di restituire al quartiere Lorenteggio dignità e qualità dell'abitare. E per raggiungerlo uniremo risorse europee, regionali e comunali. In questi mesi le istituzioni hanno lavorato al meglio e in modo celere nell'interesse dei cittadini e del territorio, dando vita ad un accordo condiviso che finalmente cambierà il volto del quartiere. Il coordinamento di competenze e risorse rappresenta un fatto nuovo, volto anche a garantire efficacia e accelerazione dei procedimenti». L'assessore alla Casa e Demanio, Daniela Benelli, insiste sull'aspetto sociale, che avrà un ruolo rilevante: «Il piano di riqualificazione sarà accompagnato da un gestore sociale che avrà l'importante compito di coinvolgere gli inquilini in ogni fase del progetto e dei lavori, perché non vogliamo che ricadano sul quartiere scelte non condivise. Abbiamo una forte esperienza di presidi sociali nei quartieri popolari e sappiamo quale insostituibile supporto rappresentino».

A spiegare la linea della Regione è ancora l'assessore alla Casa, Fabrizio Sala: «I nostri obiettivi sono definiti: rendere disponibili gli alloggi oggi vuoti per mancanza risorse, ridare dignità e sicurezza ai cittadini e migliorare allo sviluppo del progetto, di certo la parte più innovativa del Protocollo, integrare il quartiere nel tessuto urbano della città eliminando il senso di marginalizzazione, rafforzare le capacità economiche dei residenti, avviare e promuovere le attività delle imprese sociali».