Tra arte e fede al Policlinico per la Festa del Perdono

Esibizioni nei reparti, il violino di Fedeli all'Università L'ospedale mostra al pubblico i suoi Hayez e Segantini

La Festa del Perdono non è una celebrazione qualsiasi. Anche se si è attenuata nei rumori del post moderno, è una delle feste più sentite della tradizione milanese: correva il dicembre 1459, tre anni dopo la nascita dell'Ospedale Maggiore, quando Pio II concesse un'indulgenza plenaria per il 25 marzo, festa dell'Annunciazione, a cui il Policlinico era dedicato. L'indulgenza fu poi resa perpetua nel marzo 1560 da Pio IV, il milanese Giovan Angelo de' Medici.

Quest'anno, 2017, la Festa del Perdono è slittata causa evento straordinario: la visita a Milano di papa Francesco. Sarà celebrata oggi. L'arcivescovo, Angelo Scola, celebrerà alle 10 la Messa nella chiesa dell'Annunciata, e durante l'intera giornata sia i pazienti dell'ospedale che tutti i milanesi potranno avere accesso ad alcuni dei tesori (non è un'iperbole) custoditi nell'Archivio dell'Ospedale Maggiore. Gli appuntamenti andranno avanti per diversi giorni.

Uno dei momenti clou della Festa, stasera alle 21, aperto a tutti e con offerta libera, sarà un concerto d'archi con protagonista Matteo Fedeli, che suonerà un violino Guarneri del 1694, con il Solo d'Archi Ensemble. Musiche di Holst, Tchaikovsky, De Falla, Achron, Fauré e Paganini. In prima esecuzione assoluta «Elegia: la ruota della vita» per violino e orchestra di Damiano Danti. La partitura sarà donata all'Archivio storico dell'ospedale Maggiore. La serata sarà ospitata nell'aula Magna dell'Università degli Studi e i contributi aiuteranno il restauro dell'Archivio storico dell'Ospedale Maggiore.

Commovente il festeggiamento in ospedale oggi pomeriggio, subito dopo l'inaugurazione (previsti gli interventi del ministro della salute Beatrice Lorenzin, del presidente della Regione, Roberto Maroni, del vicesindaco, Anna Scavuzzo, del cardinale Scola, del presidendente della Fondazione Ca' Granda Policlinico, Marco Giachetti).

In ospedale profluvio di note tra i padiglioni e i primi a goderne saranno i ricoverati. La musicoterapia è una parente delle neuroscienze, una medicina e certamente un sollievo, soprattutto se i concerti sono eseguiti dal vivo, come accadrà oggi pomeriggio. Saranno i musicisti a spostarsi tra i pazienti dei diversi padiglioni, tra le 15 e le 17, 30, per una sezione intitolata «La Musica entra in ospedale».

Performance itineranti negli atri e nei reparti a cura degli allievi della Civica scuola di musica Claudio Abbado. Nella piazza esterna dell'accettazione Giovanni Gabrieli, Henry Purcell, Karl Jenkins, nell'atrio del Sacco Teleman e Bèla Bartòk. Al Pronto soccorso il Trio si fa fagotto, al Monteggia il quartetto 4 Winds, al Cesarina Riva Joseph Bodin de Boismortier. Alla Mangiagalli, al puerperio del servizio sanitario nazionale, al Santa Caterina e al reparto suor Giovanna, arie soavi di Mozart e Rossini per mamme e bebè.

Domani e dopodomani, 6 e 7 aprile (dalle 16 alle 20) e poi l'8 e il 9 aprile (10-13, 15-19), toccherà a «Il Salone del Nobile», appuntamento con visite gratuite ad alcuni quadri dei benefattori della Ca' Granda, grazie ai volontari del Fai di Milano. Sono stati scelti dipinti in cui sono visibili gli interni delle abitazioni in cui i benefattori sono stati ritratti, così da ammirare anche mobili e arredi dal '700 al '900. Dell'esposizione fanno parte il «Ritratto di Carlo Rotta» di Giovanni Segantini, opere di Hayez, Pitocchetto, Molteni, Inganni, Colombo.