Arte e musica all'anniversario del Duca

Una mostra e la performance di Andy Fluon per l'evento dedicato a Bowie

Francesca Amè

L'alieno dagli occhi strani, l'artista poliedrico, Ziggy Stardust, voce inconfondibile e corpo sottile: è passato un anno esatto dalla morte di David Bowie. L'altro ieri avrebbe compiuto settant'anni: la moglie ed ex top model Iman lo ha ricordato sui social con una sua foto da bambino - sul volto, con abile lavoro di grafica, l'inconfondibile saetta blu e rossa. Anche Milano celebra a quarant'anni dall'uscita di «The man who fell to earth», come se non bastasse la cabala delle ricorrenze già citate il genio di Bowie e lo fa con un evento speciale e una mostra. Alla Mondadori Megastore di piazza Duomo, sarà esposto il calco originale del suo volto realizzato nel '75 per le riprese de «L'uomo che cadde sulla Terra», film di fantascienza diretto da Nicolas Roeg, con il musicista alla sua prima prova di recitazione e nei panni del protagonista. Non è un pezzo qualunque: arriva dalla collezione privata di Red Ronnie, che acquistò il calco in una combattuta asta da Sotheby's e riuscì anche a farselo autografare in una intervista concessa per il mitico «Roxy Bar». Il calco, necessario ai costumisti per preparare le tante maschere che Bowie indossava nel film, è il simbolo della sua poliedrica personalità, capace senza alcuna fatica di spaziare tra pop, rock, arte contemporanea, teatro, recitazione. «David Bowie the real face» (oggi, a partire dalle 18.30) è il titolo di una serata con Red Ronnie durante la quale saranno proiettati spezzoni del film «The man who fell to earth», seguiti da una performance musicale di Andy Fluon dei Bluvertigo. E «David Bowie the real face» è anche il titolo della collettiva che vede proprio Andy, insieme a Marco Lodola, a Bianca Lodola, a Sergio Pappalettera e Giovanna Fra i più colorati e pop tra gli artisti italiani rileggere ed interpretare l'immagine di David Bowie (fino al 5 febbraio alla Mondadori Megastore di piazza Duomo, poi continuerà nel foyer del teatro Ariston per il Festival di Sanremo). Presenza scenica, passione per l'arte e il dettaglio, una sensibilità fluida tra Oriente e Occidente: Bowie è una miniera di ispirazione per i pop-artist di oggi. Tra le opere più intense in mostra, il ritratto firmato da Andy, che per Bowie ha una sorta di venerazione. Basta andare nel suo atelier di Monza per rendersene conto: spiccano ovunque, nell'atmosfera fluo dello studio, dipinti con citazioni bowiane (dalla saetta fino alla black star dell'ultimo album) e fotografie.